Colombe, ultimo volo

Redazione
11/12/2010

Dopo le polemiche sulla compravendita dei parlamentari e gli attacchi a distanza tra il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e...

Dopo le polemiche sulla compravendita dei parlamentari e gli attacchi a distanza tra il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e il premier Silvio Berlusconi, l’11 dicembre è arrivata una lettera promossa da Andrea Augello (Pdl) e Silvano Moffa (Fli). Obiettivo: tentare di distendere i toni in vista del voto di fiducia del 14 dicembre che appare ancora incerto (leggi l’articolo).
Nel documento politico, inviato da 16 parlamentari moderati (sei di Futuro e Libertà e dieci del Pdl) a Berlusconi e Fini, si legge: «È nostra convinzione che si debba procedere, una volta acquisita la disponibilità di Berlusconi e di Fini, ad avviare un confronto sui contenuti di questo documento, superando lo scoglio del voto di fiducia attraverso la non partecipazione dei parlamentari di Futuro e Libertà al voto del 14 dicembre».
Le “colombe”, in pratica, caldeggiano l’apertura di un dibattito su «tre tavoli di maggioranza» per discutere dei «temi della riforma costituzionale ed elettorale, sulle materie economiche e fiscali e su una nuova possibile articolazione del centrodestra».
Una mossa che il Cavaliere ha apprezzato, ma Italo Bocchino (Fli), dal canto suo, ha spiegato che ormai la sfiducia è inevitabile. Dello stesso parere il leader di Fli, Gianfranco Fini, per il quale l’iniziativa delle “colombe” è tardiva, superata dalle stesse parole pronunciate dal Cavaliere a Milano nella giornata dell’11 dicembre. Poi, a margine di un’iniziativa a Genova, sempre Fini ha puntualizzato: «Una cosa è certa. Il gruppo di Futuro e libertà non si divide. Voteremo compatti la sfiducia sia alla Camera sia al Senato».

Berlusconi è sicuro di avere la fiducia

Nella mattinata dell’11 dicembre il presidente del Consiglio ha mandato un audiomessaggio diretto promotori della libertà in occasione delle manifestazioni che l’11 dicembre il Pdl ha tenuto in tutta Italia.
«Da alcuni mesi» ha affermato il premier, «la vita pubblica è paralizzata da una crisi politica irresponsabile, che ci ha riportato indietro alla vecchia partitocrazia, ai suoi egoismi e ai suoi vizi, una crisi fatta di menzogne e di fango sul presidente del Consiglio, nel tentativo di far dimenticare e di nascondere gli straordinari risultati del nostro governo».
E ha aggiunto: «Il fine che unisce la sinistra e i traditori del mandato elettorale», ha sottolineato poi, «è uno solo: liberarsi di Silvio Berlusconi, che rappresenta per loro un ostacolo insuperabile per la conquista del potere. Un obiettivo che vogliono raggiungere a qualunque costo».
Ma Berlusconi è ottimista ed è convinto di ottenere la fiducia perché saranno solo «pochi ingenui» i parlamentari che si accoderanno ai cosiddetti “pifferai” del terzo polo, «quei signori che con ambizioni personali smodate, largamente superiori ai consensi di cui dispongono, vorrebbero cambiare la legge elettorale, per rendere di fatto impossibile l’assegnazione del premio di maggioranza e diventare così arbitri della situazione, scegliendo di allearsi poi con la sinistra per il governo».
«La grande manifestazione che il Popolo della libertà ha organizzato nelle piazze e nei teatri di tutte le città» è una «un’operazione di amore» perché «non possiamo accettare che chi è stato eletto nel 2008 nella lista “Popolo della liberta” con Berlusconi presidente, ora tradisca il mandato degli elettori e porti al governo la sinistra, che le elezioni le ha perse» ha continuato il premier. «Perché siamo la maggioranza moderata e liberale, che prova orrore di fronte all’idea che l’Italia possa essere governata dalle forze illiberali che sono eredi del comunismo. Perché siamo l’Italia che ama la libertà e vogliamo restare liberi».