Coma irreversibile per l’aggredita nel metrò

Redazione
15/10/2010

di Adelaide Pierucci Si sono aggravate nelle ultime ore le condizioni di Maricica Hahaianu, la donna che era entrata in...

Coma irreversibile per l’aggredita nel metrò

di Adelaide Pierucci

Si sono aggravate nelle ultime ore le condizioni di Maricica Hahaianu, la donna che era entrata in coma dopo avere ricevuto un pugno da un ragazzo dopo una lite per la fila alla cassa del bar. La donna «è in serio pericolo di vita», si apprende da fonti mediche del Policlinico Casilino. I medici hanno riscontrato una lesione al tronco encefalico.
Non appena sarà dichiarata la morte della donna. si aggraverà dal punto di vista processuale la posizione di Alessio Burtone, il giovane di 20 anni che venerdì scorso ha colpito la donna con un pugno mentre si trovavano nella stazione della metropolitana Anagnina. Sarà accusato di omicidio preterintenzionale.
Il ragazzo si è scusato con i carabinieri: «Volevo solo darle uno schiaffo. Non mi sono reso conto della forza. Lei pretendeva di passarmi avanti in biglietteria». Secondo le prime ricostruzioni, il ventenne avrebbe colpito violentemente la donna, un’infermiera, che è caduta all’indietro priva di sensi sbattendo la testa al suolo e riportando gravi lesioni.
La vittima, trasportata al policlinico Casilino, è stata subito sottoposta a un intervento neurochirurgico a causa di un ematoma cerebrale e tenuta in coma farmacologico fino al 12 ottobre. Ma non è ancora fuori pericolo: la sua prognosi è riservata.
Il giovane, che non è un pregiudicato ma ha suo carico una denuncia per lesioni, è ora nel carcere di Regina Coeli. Secondo il suo avvocato, Fabrizio Gallo, gli sono stati concessi gli arresti domiciliari.
Il capitano dei carabinieri Domenico Albanese, comandante della compagnia Casilina, si è recato sul posto per fare un sopralluogo e incontrare i cronisti. «Abbiamo potuto fermare subito il ragazzo grazie alla collaborazione dei militari dell’esercito impegnati nell’operazione Strade sicure ma anche di alcuni passanti che lo hanno rincorso. È vero che al momento dell’aggressione c’è stata indifferenza da parte dei testimoni ma poi in qualcuno è prevalso il senso di responsabilità. Noi lo ringraziamo», ha spiegato.
L’episodio ha ricordato ai romani un precedente che ha scioccato l’Italia. Una 21enne romana, Vanessa Russo, studentessa in scienze infermieristiche, il 26 aprile 2007, nella stazione metropolitana Roma Termini, venne colpita con un ombrello a un occhio e perse la vita. A maneggiare l’arma c’era Doina Mattei, 23 anni, romena, prostituta sulla Tiburtina «per sfamare le figlie a Bucarest», come spiegò in appello, e condannata a gennaio, in via definitiva, a 16 anni di reclusione.
Per lei nessuno sconto di pena, nonostante la derubricazione del reato in omicidio preterintenzionale. Le ragazze avevano avuto una discussione sempre per motivi di precedenza in stazione.