Come aiutare un bambino nello studio

Redazione
16/02/2015

Otto consigli, per agevolare il processo di apprendimento di un bambino, anche al di fuori dell'ambiente scolasticoQuella di costringere un bambino, a lunghe ed estenuanti sessioni di studio "a tavolino", non è certo la strada migliore per invogliarlo a studiare, trasformando il semplic...

Come aiutare un bambino nello studio

Otto consigli, per agevolare il processo di apprendimento di un bambino, anche al di fuori dell’ambiente scolastico

Quella di costringere un bambino, a lunghe ed estenuanti sessioni di studio “a tavolino”, non è certo la strada migliore per invogliarlo a studiare, trasformando il semplice dovere in una vera e propria passione, che lo accompagni poi per la vita.

Ecco allora qualche strategia da mettere in atto, per sviluppare fin da piccoli, l’attitudine allo studio.

Abituare il bambino alla concentrazione

Si può farlo tramite esercizi di meditazione e yoga adatti ai più piccoli, magari prendendo spunto dal web, o proponendogli attività adatte allo scopo, come il completamento di un puzzle, un semplice lavoro a maglia o l’esecuzione attenta, passaggio dopo passaggio, di una ricetta alla sua portata.

Eliminare tutti gli elementi di disturbo, creando un ambiente favorevole allo studio

Il luogo destinato allo svolgimento dei compiti, dovrà essere dotato della giusta illuminazione, il bambino deve disporre di una seduta che gli consenta di mantenere una posizione corretta, e andranno banditi con decisione, tv , consolle, smartphone e ogni distrazione tecnologica.

Verificare che il bambino non soffra di discalculia o dislessia

Difficoltà nel leggere, scrivere e fare i calcoli, potrebbero derivare, non da scarsa volontà, bensì da uno di questi due disturbi, un tempo ignoti.

Se diagnosticati, oggi è possibile consentire a chi ne è affetto, di approcciarsi allo studio, con modalità diverse ed efficaci.

Favorire l’attività fisica e una sana alimentazione

Anche l‘attività fisica ed un’ alimentazione equilibrata, hanno la loro importanza nel rendere la mente più efficiente e predisposta all’ apprendimento.

Una colazione dotata del giusto apporto di nutrienti, per esempio, permetterà  di affrontare la mattinata scolastica, senza cali energetici, sfavorevoli anche per l’attività cerebrale.

Non sostituirsi al bambino

Mai offrirsi di sbrigare i compiti al suo posto o sedersi al suo fianco “pilotando” lo svolgimento degli esercizi.

Meglio invece lasciare che gli errori e le consegne non portate pienamente a termine, siano gestite dall’ insegnante in classe, il mattino seguente.

Accendere la sua curiosità

Si può farlo portandolo a passeggiare nella natura, o a visitare un museo o una biblioteca, al teatro, al cinema, partendo per un viaggio, guidandolo ad ampliare i propri orizzonti e a desiderare scoperte sempre nuove.

Creare una routine dello studio, abituandolo a razionalizzare il tempo

Il tempo dedicato allo studio, deve armonizzarsi con quello destinato alle altre attività.

Calcolando che la soglia d’attenzione, tende ad abbassarsi naturalmente col passare dei minuti, meglio un’ora “intensa”, seguita magari dal corso di nuoto o da una passeggiata, che un intero pomeriggio passato a “fare la guerra” ai compiti.

Mantenere un dialogo costante con gli insegnanti

Sono loro, i referenti più importanti in fatto d’apprendimento. Uno scambio costante di consigli e aggiornamenti, rende sicuramente più semplice, il compito di chi deve affiancare il bambino durante lo studio autonomo a casa, ma anche quello dell’insegnante.