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Come procede la corsa ai taxi volanti

Come procede la corsa ai taxi volanti

Le autorità di regolamentazione mondiali al lavoro su norme e standard. Obiettivo, decollare nel 2025. Ma resta l’incognita dei costi.

04 Giugno 2019 21.46

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I taxi volanti si preparano a spiccare il volo nel 2025. E le autorità di regolamentazione mondiali corrono ai ripari mettendo a punto standard e norme così da non farsi trovare impreparate quando la ‘nuova rivoluzione’ partirà. I taxi volanti, più sicuri, economici e meno rumorosi degli elicotteri, hanno il potenziale – secondo le attese – di cambiare radicalmente il trasporto, soprattutto urbano. E per far fronte al nuovo trend le autorità mondiali sono al lavoro per stabilire standard di sicurezza.

UN PILOTA IN VOLO ALMENO ALL’INIZIO

Un compito non facile di fronte a una tecnologia tutta nuova che, almeno all’inizio, vedrà la presenza di un pilota in volo. In un successivo momento però il controllo sarà assunto dall’intelligenza artificiale. Viste le difficoltà nello stabilire norme per le auto autonome e i droni, le autorità si trovano quindi di fronte a una bella sfida. In Europa si lavora a test per esaminare la sicurezza dei velivoli e il software che li guida.

I COSTI E GLI ELICOTTERI IL VERO NODO

Nel Regno Unito l’autorità per l’aviazione civile ha creato uno spazio virtuale dove le società che producono e sviluppano taxi aerei possono testare la loro tecnologia. In Cina invece sono state autorizzate cinque società a esplorare quali potrebbero essere gli standard di volo e quelli per ottenere la certificazione, un lavoro che dovrebbe essere ultimato entro la fine dell’anno. Gli analisti guardano con scetticismo alla corsa ai taxi volanti, convinti che i principali ostacoli non saranno né la tecnologia né le regole. Il vero nodo sono i costi e gli elicotteri, con un mercato molto ristretto, ne sono una prova. L’idea di fondo è che pochi potranno permettersi di usare taxi volanti come mezzo di trasporto su base costante. Il rischio insomma è quello di accentuare ulteriormente le disuguaglianze fra l’1% dei paperoni e il resto del mondo.

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