Carlo Terzano

Cosa sapere delle Comunali del 26 maggio 2019

Cosa sapere delle Comunali del 26 maggio 2019

Oltre a Europee e Regionali in Piemonte, il 26 maggio urne aperte in 3.700 centri tra cui Bari, Firenze, Livorno. Chi sono i candidati e come si vota. 

24 Maggio 2019 16.01

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Quella di domenica 26 maggio per diverse migliaia di italiani sarà una triplice chiamata elettorale: contemporaneamente alle Europee, infatti, si tengono le Regionali del Piemonte e le Comunali in oltre 3.700 centri sparsi in tutta Italia. Un voto, quest'ultimo, che interessa circa 17 milioni di elettori (per la precisione 16.843.223) e che propone alcune sfide politiche di rilievo.

AL VOTO ANCHE FIRENZE, BARI, PERUGIA, POTENZA E CAMPOBASSO

Nel 2019 – e prevalentemente nella tornata del 26 maggio – vanno al voto 3.658 Comuni nelle regioni a statuto ordinario e 154 in quelle a regime speciale. In queste ultime, sono 118 le amministrazioni in scadenza in Friuli Venezia Giulia per oltre 312 mila elettori interessati, sette in Trentino Alto Adige e 29 in Sardegna, dove però al posto dell'election day si è scelta la data del 16 giugno. Per questo motivo, con il posticipo a metà giugno di Cagliari e Sassari, abbiamo al voto cinque capoluoghi di Regione (Firenze, Bari, Perugia, Potenza e Campobasso) e 20 capoluoghi di Provincia (Ascoli Piceno, Avellino, Bergamo, Biella, Cremona, Ferrara, Foggia, Forlì, Lecce, Livorno, Modena, Pavia, Pesaro, Pescara, Prato, Reggio Emilia, Rovigo, Verbania, Vercelli, Vibo Valentia).

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FIRENZE BANCO DI PROVA DEL RENZISMO

Sicuramente la piazza fiorentina è tra le sfide più interessanti anche in vista di un possibile ritorno sulla scena di Matteo Renzi. A contendersi la poltrona dell'ex premier ci sono nove candidati. A iniziare dal renzianissimo sindaco uscente Dario Nardella che dovrà vedersela principalmente con Ubaldo Bocci, appoggiato dall’intera coalizione di centrodestra (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia oltre alle due liste civiche). Roberto De Blasi corre per Movimento 5 stelle. Più a sinistra si collocano Antonella Moro Bundu (Firenze città aperta, Potere al popolo e Sinistra italiana), Andres Lasso (Verdi) e Gabriele Giacomelli, sostenuto dal Partito Comunista. Chiudono Watte Mustafa con La lista Punto e a Capo; Fabrizio Valleri (detto Vallero) con La lista civica Libera Firenze e Saverio Di Giulio di CasaPound.

DECARO CI RIPROVA A BARI

La maggior parte dei Comuni chiamata al voto è stata amministrata dal Partito democratico, dunque è il centrosinistra che dovrà dimostrare la propria tenuta. Questa situazione si riflette anche tra i cinque capoluoghi di Regione, in cui tre erano guidati dal Pd, uno da Forza Italia e l'ultimo da Fratelli d'Italia. A Bari il Pd ripropone il sindaco uscente, nonché presidente dell’Anci, Antonio Decaro mentre il centrodestra unito schiera Pasquale Di Rella. Il Movimento cinque stelle propone Elisabetta Pani. Seguono tre candidati civici: Sabino De Razza di Bari Città Aperta; Irma Melini, appoggiata dalla lista Irma Melini per Bari e Francesco Corallo sostenuto dalla lista Pensionati e invalidi giovani insieme.

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A CAMPOBASSO CORRE IL LEGHISTA TRASFORMISTA

L'ultimo capoluogo di Regione in mano al centrosinistra è Campobasso. Il centrosinistra si affida all'uscente Antonio Battista, sostenuto da tre liste, il centrodestra corre compatto con Maria Domenico D'Alessandro mentre i 5 stelle provano la conquista con Roberto Gravina. Negli ultimi giorni si è parlato a livello nazionale della corsa elettorale in atto nella città molisana per via di uno dei suoi protagonisti, il “gattopardesco” Alberto Tramontano, oggi candidato con la Lega per il consiglio comunale, mentre nel 2004 aderiva ai Democratici di Sinistra, nel 2009 a Democrazia popolare, nel 2011 all'Udeur per le Provinciali, quindi in tempi più recenti esponente di alcune civiche.

IL CENTRODESTRA CERCA LA RICONFERMA A PERUGIA E POTENZA

Due le piazze maggiori tenute dal centrodestra e che il centrosinistra proverà a espugnare: Perugia e Potenza. Nella città umbra Andrea Romizi corre per mantenere la fascia tricolore, sostenuto da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e altre cinque liste locali. Per il centrosinistra corre Giuliano Giubilei, appoggiato da Pd, Articolo 1 e due liste civiche. Il Movimento 5 stelle schiera Francesca Tizi. Questo per ciò che riguarda i partiti principali. A Potenza, per la poltrona che fu di Dario De Luca (Fdi) corrono: Bianca Andretta, appoggiata dalle liste di Partito democratico e +Europa, sfidata da Mario Guarente (Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia) e dal pentastellato Marco Falconeri.

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A BERGAMO GORI CONTRO STUCCHI

Ma le sfide eccellenti non si esauriscono certo ai soli capoluoghi di Regione. A Bergamo per esempio il sindaco uscente Giorgio Gori (reduce della sfida, persa, contro Attilio Fontana per le Regionali lombarde dello scorso anno), corre per mantenere la carica. Deve fronteggiare l'ex presidente Copasir Giacomo Stucchi esponente del centrodestra che corre unito, il 5 stelle Nicholas Anesa e Francesco Macario, già assessore all’Edilizia durante la Giunta Bruni dal 2004 al 2009, oggi sorretto dalla civica Bergamo in Comune.

A LIVORNO IL BILANCIO DI 5 ANNI DI M5S

Occhi puntati anche su Livorno, che torna alle urne cinque anni dopo l'exploit che permise al pentastellato Filippo Nogarin di espugnare la città toscana. Lo stesso giorno Nogarin corre per un seggio all'europarlamento. Il Movimento 5 stelle si affida all’attuale vicesindaco, Stella Sorgente (non si tratta di un nome d'arte) per mantenere issato il proprio vessillo sul Comune. Ina Dhimgjini, ex assessore, corre invece contro i pentastellati, con il sostegno della civica Livorno a Misura. Il Pd prova a riconquistare la cittadina con Luca Salvetti mentre il centrodestra schiera Andrea Romiti, coordinatore cittadino di Fdi che gode dell'appoggio di Lega e Forza Italia.

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COME SI VOTA

Si vota domenica 26 maggio dalle 7 alle 23. Per votare occorre recarsi al seggio con la tessera elettorale e la carta d'identità. Per quanto riguarda le modalità di voto, ci sono importanti differenze tra i Comuni sotto i 15 mila abitanti, per i quali non è previsto il secondo turno e i comuni maggiori, che prevedono un eventuale ballottaggio laddove nessun candidato superi il 50% più uno dei consensi, fissato per domenica 9 giugno. Nei Comuni con meno di 15 mila abitanti non è permesso il voto disgiunto, basta tracciare una X sul nome del sindaco o sulla lista a lui collegata, oppure su entrambi. È possibile esprimere due preferenze per il Consiglio comunale a patto che siano della stessa lista e di sesso diverso. Viceversa, nei Comuni al di sopra dei 15 mila abitanti è ammesso il voto disgiunto: si può dunque votare per un candidato sindaco di uno schieramento e tracciare un'altra X su una lista a lui non collegata. Data la concomitanza con le elezioni Europee, il cui spoglio ha inizio appena chiusi i seggi e proseguirà per tutta la notte e per parte del mattino successivo, quello delle schede comunali partirà alle 14 di lunedì 27 maggio. Per ogni altra informazione vi invitiamo a consultare il portale del ministero dell'Interno.

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