Il programma di Von der Leyen che piace al M5s e non alla Lega

Redazione

Il programma di Von der Leyen che piace al M5s e non alla Lega

La candidata alla presidenza a caccia di voti tra le tre famiglie europee di socialisti, popolari e liberali, promette il «salario minimo in ogni Paese Ue». E rilancia sui migranti: «Bisogna salvarli in alto mare, rilanciare Sophia riformare Dublino».

10 Luglio 2019 21.56
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Un colpo al cerchio, «salario minimo per tutti i paesi Ue», e uno alla botte «è un obbligo soccorrere le persone in pericolo in alto mare». I primi messaggi lanciati da Ursula von der Leyen, candidata designata dai Ventotto alla presidenza della commissione europea, nel corso delle audizioni organizzate al Parlamento europeo con alcuni gruppi politici, rischiano di piacere a metà al governo giallo verde. E in particolare piacere alla metà grillina e non alla prima metà leghista. Ognuno di questi messaggi è nel frattempo destinato ai partiti grandi elettori della donna che ambisce a guidare l’Unione europea: dal salario minimo, appunto, destinato ai socialisti, la concessione di più tempo ai britannici per decidere della Brexit rivolto ai conservatori il cui sostegno potrebbe servirle per colmare i vuoti dei primi.

MARATONA NEGOZIALE IN VISTA DEL VOTO DEL 16 LUGLIO

Una maratona negoziale in vista del voto martedì prossimo a Strasburgo, che si preannuncia sul filo del rasoio, per nulla scontato, e che potrebbe slittare di un giorno, se non addirittura a settembre, come precisano fonti a Bruxelles. Pesano la contrarietà di alcuni gruppi come i Verdi e di una parte dei Socialisti, divisi sul da farsi. Conservatori e Liberali non hanno ancora sciolto la riserva, così come i sovranisti. I Popolari invece compatti la sostengono.

«SALARIO MINIMO IN OGNI PAESE UE»

Così nel tentativo di superare le distanze e i forti mal di pancia, in primis fra gli S&D, von der Leyen ha proposto una sua idea di Europa con al centro «lavoro, prospettive, stabilità e sicurezza». In «ogni paese», ha precisato, «il lavoro deve dare di che vivere e per questo combatterò per avere il salario minimo in ogni paese». Un tema che ha trovato una sponda tra i M5S che hanno fatto di questo tema un loro cavallo di battaglia, scuotendo anche l’animo di una parte dei socialisti ai quali ha anche proposto Frans Timmermans nella poltrona di primo vicepresidente.

RITORNARE ALLA MISSIONE SOPHIA, RIFORMARE DUBLINO

Tra gli altri temi affrontati nel fuoco di fila di domande quello caldo dei migranti dove ha lanciato un messaggio chiaro: «è importante aiutare tutte le persone in mare» e «tutte le persone che si trovano sulle imbarcazioni di fortuna, è veramente un principio di base», ha detto durante l’audizione con il gruppo dei Verdi, precisando che «è un obbligo soccorrere le persone in pericolo in alto mare». La candidata a Palazzo Berlaymont ha poi chiesto di «ridare vita alla missione Sophia» e di riformare il sistema di Dublino.

DALLA BREXIT ALLA RUSSIA: I NODI PER CONVINCERE I GRANDI ELETTORI

In tema di Brexit ha aperto a dare più tempo a Londra, mentre di fronte alla Russia ha chiesto che una Ue che negozi da una «posizione di forza» perché il Cremlino «non perdona la debolezza». Tra le altre idee lanciate nel corso della sua maratona negoziale all‘Eurocamera von der Leyen quella sulla piena uguaglianza di genere nella suddivisione dei portafogli. In tema di clima ha promesso una Carbon free entro il 2050, ponendo poi l’accento sulla digitalizzazione, la Cyber Security. Per essere eletta von der Leyen ha bisogno del sostegno delle tre grandi famiglie politiche europee, il Ppe, i socialisti e i liberali-centristi che se compatti avrebbero 444 voti e dunque avrebbero la maggioranza assoluta. Ma essendo il voto segreto non si possono escludere franchi tiratori.

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