Conte bis e nuova Commissione Ue: il doppio fronte di Salvini

Il leader del Carroccio all'attacco del premier al Senato. Mentre a Bruxelles viene presentato il nuovo esecutivo europeo. Dove, prima della crisi da lui innescata, poteva portare un leghista.

10 Settembre 2019 13.30
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Nel giorno della fiducia al Senato per il governo Conte bis, i riflettori sono puntati anche e soprattutto su di lui. Che tra i banchi dell’esecutivo fino a poco tempo fa ci sedeva. E ora, invece, è relegato in quelli dell’opposizione. Il 10 settembre, con il voto a Palazzo Madama da una parte e la presentazione della nuova Commissione europea dall’altra, per Matteo Salvini non poteva essere un giorno qualsiasi. Perché prima della crisi di governo, non solo il leader del Carroccio tirava le fila dell’esecutivo, ma era anche sul punto di portare a Bruxelles un commissario italiano in quota Lega. E invece ora a Palazzo Berlaymont va un dem, il presidente del Pd per la precisione, Paolo Gentiloni. Peraltro con un portafoglio pesantissimo, gli Affari Economici.

L’HARAKIRI EUROPEO DI SALVINI

Una beffa per Salvini, che questa crisi di governo l’ha innescata, privandosi di fatto della possibilità di indicare il candidato italiano a Bruxelles. «La nomina di Gentiloni conferma che Conte ha fatto un patto con il diavolo, con [Angela] Merkel e [Emmanuel] Macron», tuona ora Salvini. «Avevano promesso di rivoluzionare l’Ue e invece hanno nominato un vecchio uomo del vecchio Pd».

L’ATTACCO A CONTE E I CORI LEGHISTI

Il mirino è ben puntato sul governo giallorosso e su Giuseppe Conte, accolto in Aula dai cori leghisti «traditore, traditore» e definito da Salvini «il nuovo Monti». «In un Paese democratico questo governo non sarebbe mai nato: siamo in una fase di transizione democratica», dice il leader della Lega. «Questo è il governo con la minore fiducia popolare, dal dopoguerra ad oggi, è un governo di Palazzo e della poltrona, un governo del tradimento. Il Pd ha perso tutte le elezioni dal 4 marzo ad oggi ed il M5s ha perso consensi. Oggi per nulla al mondo sarei oggi nei panni di Conte. Sono orgoglioso di non essere oggi nei banchi del governo: basta vedere le facce, vergogna. Noi faremo opposizione democratica e determinata, in parlamento e in piazza. Ma se mi tornano con la Fornero e aprono i porti li terremo qui giorno e notte».

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