Cosa sapere dei ballottaggi del 9 giugno 2019

Carlo Terzano

Cosa sapere dei ballottaggi del 9 giugno 2019

Tra i 136 comuni chiamati al secondo turno, occhi puntati su Ferrara, Forlì, Prato. E sull'ex pentastellata Livorno. A Campobasso sfida diretta tra M5s e Carroccio. In Piemonte i dem cercano di resistere. Una guida al secondo turno.

08 Giugno 2019 18.00
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Penultime tornate elettorali prima della pausa estiva. A chiudere questa lunghissima – e a tratti estenuante – campagna iniziata a febbraio con le Regionali in Abruzzo saranno i ballottaggi del 9 giugno e, la settimana successiva, le Comunali in Sardegna (a Cagliari, Sassari, Alghero e altri 26 centri). Solo a Campobasso si fronteggeranno gli alleati di governo. Tutte le altre sfide sono invece all’insegna del bipolarismo tradizionale, tra centrosinistra e centrodestra, con i pentastellati costretti a restare alla finestra.

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BALLOTTAGGI IN 136 COMUNI, 15 I CAPOLUOGHI

In totale, sono 136 i comuni al ballottaggio: 124 hanno una popolazione superiore ai 15 mila abitanti – e tra questi sono compresi i 15 capoluoghi di Provincia -, mentre 12 quelli hanno una popolazione inferiore, per un totale di 3.648.485 elettori chiamati al voto. I 15 capoluoghi al secondo turno sono: Potenza, Avellino, Ferrara, Forlì, Reggio nell’Emilia, Cremona, Ascoli Piceno, Campobasso, Biella, Verbania, Vercelli, Foggia, Livorno, Prato e Rovigo.

A CAMPOBASSO CONFRONTO M5S-LEGA

Partiamo proprio da Campobasso che vede scontrarsi i due alleati del governo del Cambiamento. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha presidiato più volte il territorio nel tentativo di tirare la volata alla candidata del centrodestra Maria Domenica D’Alessandro, che al primo turno ha totalizzato il 39,71% delle preferenze, contro il pentastellato Roberto Gravina, fermo al 29,41%, ma che potrebbe contare del supporto indiretto del centrosinistra.

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A POTENZA CI RIPROVA IL CIVICO TRAMUTOLI

La campagna elettorale di Potenza negli ultimi giorni ha avuto una eco nazionale, con polemiche e strascichi nati dal fatto che il vicepremier Salvini, nel suo comizio tenuto al mercato mensile, avrebbe contravvenuto alle regole elettorali della Prefettura che impongono a manifestazioni e assembramenti propagandistici di arrecare il minimo disagio alle attività cittadine. A contendersi la fascia tricolore saranno Mario Guarente, centrodestra, che al primo turno ha totalizzato un rassicurante 44,73% e Valerio Tramutoli, sostenuto da due liste civiche, fermo al 27,41%.

ASCOLI, SFIDA INTERNA AL CENTRODESTRA

Ad Ascoli Piceno ballottaggio interno al centrodestra, che ha visto dilaniarsi la locale Forza Italia. A contendersi la carica di sindaco saranno l’esponente “ufficiale” della triade Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, Marco Fioravanti, che arriva al secondo turno con il 37,38% dei consensi e Piero Celani, ex presidente della Provincia, sostenuto da liste civiche, che ha ottenuto il 21,43% al primo turno.

AVELLINO CONTESA DA DUE DEM

Situazione speculare ad Avellino che presenta una sfida tra due tesserati del Partito democratico: Luca Cipriano (32,5%), candidato ufficiale del Pd e Gianluca Festa (28,6%) sostenuto da civiche.

IL PIEMONTE POST REGIONALI

In Piemonte il Pd dovrà tentare di conquistare (o almeno mantenere) le 17 città rimaste in gara. Non sarà facile, dopo la batosta elettorale che ha portato la Regione ad abbracciare il centrodestra di Alberto Cirio. A Verbania, la sindaca uscente dem Silvia Marchionini (37,5%) dovrà difendere la fascia dall’arrembante candidato del centrodestra Giandomenico Albertella, al 45,81%. A ballottaggio anche la sindaca uscente di Vercelli, Maura Forte, Pd, nei giorni scorsi oggetto di battute sessiste via Facebook da parte di un deputato della Lega poi cancellate dal social. Il rivale è il candidato del centrodestra Andrea Corsaro, dato per favorito. Infine, si contenderanno Biella l’esponente del centrodestra Claudio Corradino, che ha ottenuto il 39,95% dei consensi e Donato Gentile, sostenuto da alcune liste civiche.

LA BATTAGLIA DI CREMONA

In Lombardia andrà in scena la sfida per Cremona tra il sindaco uscente del centrosinistra Gianluca Galiberti, che si è aggiudicato il primo turno col 46,37% e l’ex consigliere regionale Salvatore Malvezzi (41,65%), centrodestra. I numeri, in controtendenza con quelli delle Europee (la Lega aveva ottenuto circa il 36% dei consensi, seguita a grande distacco dal Pd, 27,79%), lascerebbero supporre la conferma per i democratici.

FERRARA IN BILICO

La Lega prova la zampata in Emilia-Romagna in vista delle Regionali d’autunno. A Ferrara la battaglia sarà tra Alan Fabbri (48,44%), centrodestra, e Aldo Modonesi (31,75%), centrosinistra. Nella città estense ha fatto molto discutere un video del 2014 girato sui social dove il candidato al Consiglio comunale leghista Stefano Solaroli impugnava una Beretta. Fabbri dal canto suo ha sfruttato il polverone per attaccare il Pd. «Come candidato sindaco e, prima ancora, come cittadino, non condivido il messaggio del filmato e disapprovo qualsiasi forma di ostentazione relativa all’utilizzo delle armi», ha commentato. «Ma ritengo altrettanto importante non esacerbare i toni su una vicenda di vecchia data. Il Pd che cavalca l’onda mediatica cercando di diffondere la paura non fa il bene dei ferraresi che dovrebbero, invece, recarsi al voto in un clima sereno».

LE PROVE DI REGGIO EMILIA E FORLÌ

Vittoria mancata d’un soffio a Reggio Emilia, dove il candidato del centrosinistra Luca Vecchi si è fermato al 49,13% e dovrà ora concedere i tempi supplementari al centrodestra, rappresentato da Roberto Salati (28,22%). Infine, a Forlì a contendersi la carica saranno Gian Luca Zattini (45,8%), centrodestra e Giorgio Calderoni, (37,21), centrosinistra. Molto attivo sul territorio a sostegno dei candidati il neo-europarlamentare Carlo Calenda.

LA LEGA CERCA DI ESPUGNARE LA TOSCANA

Situazione analoga a quella emiliana in Toscana, che chiama al voto oltre mezzo milione di elettori. Anche qui la Lega prova a espugnare lo storico fortino rosso: non a caso, in questi giorni, sul territorio si sono avvicendati sia Matteo Salvini, sia il segretario Pd Nicola Zingaretti. Per ciò che concerne le piazze principali, a Livorno la sfida è tra il candidato del centrosinistra Luca Salvetti (34,2%) e Andrea Romiti in quota Fratelli d’Italia (26,64%). A Prato scontro tra Matteo Biffoni, centrosinistra (47,16%) e Daniele Spada, centrodestra (35,12%).

LA RIDOTTA DEM DI ROVIGO

E se la Lega avanza in regioni storicamente rosse, il Pd prova a conquistare almeno Rovigo, in Veneto, dove se la vedranno Monica Gambardella, sostenuta da sei liste di centrodestra, che al primo turno ha ottenuto il 38,17% dei consensi (pari a 10.616 voti dei 28.855 cittadini che si sono recati alle urne) ed Edoardo Gaffeo, appoggiato da tre liste di centrosinistra, fermo al 25,42%.

L’IMPEGNO DI RAFFAELE FITTO NEL FOGGIANO

Si vota anche nella terra natale del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (per amor di precisione, è di Volturara Appula, nel Foggiano). A Foggia la sfida è tra Franco Landella (46,11%) afferente al centrodestra e Pippo Cavaliere (33,71%) del centrosinistra. Ma a spostare voti a favore del centrodestra sarà probabilmente, più del premier, Raffaele Fitto, scomparso dalle scene della politica nazionale ma molto attivo (e ancora seguito) sul territorio pugliese.

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