Salvini prima fa il cinico, poi recita da vittima

La forza del leader della Lega e del salvinismo sta nel fatto di non avere pudore. Bisogna ricordarlo anche alle anime belle che si scandalizzano se qualcuno usa toni forti contro di lui.

09 Settembre 2019 09.36
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Gli esperti di immagine di Matteo Salvini, quelli che lo hanno portato al successo mediatico e all’improvvisa caduta, stanno cercando di trasformarlo da lupo cattivo nell’ultimo panda (“mannaro”) della democrazia.

Accade così che l’uomo che bloccava i porti, che rideva dei migranti, che ha fatto soffrire donne e bambini a centinia, che aizzava all’odio civile oggi viene descritto come vittima di una campagna che minaccia lui e i suoi bambini.

SALVINI HA PUNTTO TUTTO SULL’EFFETTO EMOTIVO DELLA SUA PROPAGANDA

La forza di Salvini e del salvinismo sta nel fatto di non avere pudore. La cosiddetta Bestia non ha problemi morali, di coerenza, di affidabilità. Punta tutto sull’effetto emotivo del momento e traveste il proprio leader secondo i panni che servono per l’occasione. Finora ha in parte funzionato. Ha funzionato cioè la banale imitazione del mussolinismo, il presentarsi dappertutto con felpe diverse, il far dimenticare l’odio antimeridionale, radicatissimo nella Lega.

Il limite della leadership del leghista più sciocco della terra: l’aver ritenuto di non avere più nemici

Ha funzionato fino a che Salvini e la Bestia hanno pensato di avere già il mondo in mano, senza la fatica di una marcia su Roma. Qui c’è il limite della leadership del leghista più sciocco della terra: l’aver ritenuto di non avere più nemici credendo di averli abbattuti tutti e avendo ormai solo un dialogo diretto con la Madonna. Sono i frutti terribili dell’alcol.

NON BISOGNA LASCIARE LA PIAZZA AL LEADER DELLA LEGA

Questa cambio di strategia comunicativa, aggressiva ma oggi con l’idea di presentarsi come il panda “mannaro” da tutelare, può essere contrastata in due modi. Il primo è non lasciare la piazza a lui e alla sua socia. La piazza si può tenere in tanti modi non solo con manifestazioni gigantesche. Si può tenere, ad esempio, con azioni positive, con banchetti che chiamino a giudicare, con iniziative soprattutto nei quartieri dove la rabbia potrebbe aumentare.

Matteo Salvini.

Il secondo è che questa volta l’uomo che è da 23 anni pagato dalla politica, che viene da un partito che ha combinato più disastri di Carlo in Francia, che è stato razzista e antimeridionale sia messo sempre di fronte a se stesso. Salvini va inchiodato a Salvini. Non deve passare giorno che una sua frase non debba essere ricordata. Non può accadere questa volta che lui si rifaccia una immagine contraria a quella che gli appartiene.

Salvini, per propria scelta, non è un avversario, è un nemico

Infine, bisogna anche che le anime belle che si scandalizzano se qualcuno usa toni forti contro Salvini si diano una calmata. A brigante, brigante e mezzo. Salvini, per propria scelta, non è un avversario, è un nemico. Non è il fascista Salvini, ma l’uomo che se avesse preso il potere ci avrebbe annichilito (cioè avrebbe tentato, perché si sarebbe fatto molto male). Con Salvini vale la massima del libretto rosso: bastonare il cane che annega. Io mi commuovo per gli avversari. Non regalo lacrime a Salvini, uomo politicamente cinico e crudele.

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Commenti: 6

  1. Quanta aggressività, dimostra che avete ancora paura di salvini, che altro non è che un bulletto di scarsa intelligenza. Con questi articoli non farete altro che risollevarlo.

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