«Con me traffico in tilt»

Redazione
06/10/2010

Il Consiglio di ministri approverà giovedì 7 ottobre un decreto legislativo unico sul federalismo fiscale in cui saranno accorpati i...

«Con me traffico in tilt»

Il Consiglio di ministri approverà giovedì 7 ottobre un decreto legislativo unico sul federalismo fiscale in cui saranno accorpati i decreti già approvati e quello sulle Regioni.
Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante una conferenza stampa a palazzo Chigi, assicurando che l’obiettivo, dopo l’approvazione della Conferenza delle Regioni, della Conferenza unificata e del Parlamento, è quello di dare il via libera finale al federalismo fiscale «entro dicembre o al massimo entro marzo».
È questo il primo dei cinque punti, a cui viene dedicato un consiglio dei ministri ad hoc. Tra due settimane, ha poi aggiunto il capo dell’esecutivo, si svolgerà quello sulla giustizia, seguito da quello su sicurezza e immigrazione. Quello dedicato al piano di sviluppo per il Sud, invece, sarà il quarto della serie e si svolgerà in una città del Mezzogiorno.
Quanto al possibile ritorno alle urne a seguito delle turbolenze nella maggioranza, il premier ha spiegato di non averlo mai minacciato: «Sono sempre stato convinto che non si dovesse andare alle elezioni e che queste sarebbero state un grosso guaio – ha detto -. E’ stato un grosso guaio dare questa immagine all’estero con i titoli dei giornali che sappiamo».

Traffico in tilt quando passo io


Del resto, ha ricordato Berlusconi, «l’indice di fiducia per il presidente del Consiglio, a stamattina, è al 60,2%. Tutto testimoniato dal fatto che il traffico si ferma dove il presidente del Consiglio arriva, ovunque in Italia».
E a chi in conferenza stampa ha fatto notare che il leader della Lega Nord Umberto Bossi ha invece chiesto di ritornare, alle urne ha risposto sorridendo: «Bisogna sempre interpretare il ministro Bossi. Io ho la chiave interpretativa e quindi sono assolutamente tranquillo». Di più: «Sono assolutamente sereno, basta parlare con deputati e senatori: non c’è nessuno che ha voglia di andare a casa». Neppure i finiani di cui ha dettodi avere fiducia, facendo anche notare che «un numero importante di persone che sono state messe in lista da Gianfranco Fini e che hanno ritenuto di seguirlo, per nulla al mondo farebbero mancare il loro voto a questo governo e a questa maggioranza».
«Sul federalismo c’erano tre decreti delegati
distinti: uno sui costi standard, uno sul federalismo regionale, uno sul federalismo provinciale. Abbiamo ritenuto che valesse la pena concentrare in un solo provvedimento di 27 punti, che approveremo domattina in Consiglio dei ministri», ha detto Berlusconi.
«La legge prevede che il precorso avvenga in 60 giorni», ha spiegato il premier, «poi il provvedimento tornerà in Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva». Berlusconi ha stimato che si possa arrivare «all’approvazione entro il dicembre di quest’anno», o al massimo «a marzo dell’anno prossimo».
Quanto allo spettro di un governo tecnico, ha spiegato Berlusconi, «pensiamo che non ci possa essere un percorso agevole». Certo, ha sottolineato , «un governo tecnico sarebbe facile, l’opposizione avrebbe sessanta posti di governo da assegnare… Ma non sarebbe utile e conveniente». Berlusconi ha poi annunciato che nei prossimi mesi invierà a tutte le famiglie italiane un libro sui provvedimenti adottati in due anni di attività del governo perché «molte delle misure da noi adottate sono misconosciute».