Concessioni balneari, il governo ha chiesto all’Ue altri quattro mesi per la mappatura

Redazione
17/01/2024

Roma ha inviato a Bruxelles la lettera di risposta alla procedura d'infrazione avviata nel novembre 2023. Nel documento, si chiede più tempo per completare l'analisi ma si parla anche di «proroga tecnica» che porterebbe alla scadenza del 31 dicembre 2025.

Concessioni balneari, il governo ha chiesto all’Ue altri quattro mesi per la mappatura

La Commissione europea ha ricevuto la lettera con cui il governo italiano ha risposto alla procedura d’infrazione avviata da Bruxelles nel novembre 2023 sul tema delle concessioni balneari. Una portavoce dell’esecutivo Ue ha affermato che ora sarà analizzata. Nella missiva, secondo quanto affermato da Repubblica, in possesso del documento, il governo prende tempo, tentando di andare avanti con le proroghe pur auspicando una collaborazione con l’Europa. L’obiettivo comune è di una soluzione condivisa, per risolvere lo scontro generato dalla mancata attuazione della direttiva Bolkestein da parte dell’Italia.

La prima richiesta: quattro mesi in più per la mappatura

Già a novembre la premier Giorgia Meloni ha sottolineato l’esigenza di avviare «una nuova contrattazione» con l’Ue. Con la lettera, il governo ha spiegato che prevede, «entro un termine di quattro mesi dalla data di invio della presente nota, di concludere un primo confronto con la Conferenza unificata in merito alla determinazione della scarsità delle risorse e ai relativi indirizzi di riordino del settore». Si tratta, spiega il quotidiano, di una richiesta di tempi supplementari. Si arriverebbe al 17 maggio prima di riaggiornare la mappatura delle spiagge. Da questa si capirà se l’Italia è, come dice l’Europa, alle prese con la «scarsità di risorsa» che porterebbe all’attuazione della direttiva. Cosa che la presidente del Consiglio ha già negato tre mesi fa.

Concessioni balneari, il governo ha chiesto all'Ue altri quattro mesi per la mappatura
Uno stabilimento balneare (Imagoeconomica).

La seconda richiesta è «la proroga tecnica»

Nel documento, poi, si legge: «In un contesto tuttora in divenire si ritiene pertanto che sussistano i presupposti per l’esercizio da parte degli enti concedenti della valutazione discrezionale connessa alla cosiddetta proroga tecnica». Per il governo i dati sulla mappatura vanno integrati con fiumi e laghi. Nell’attesa, l’intenzione è quella di ricevere il sì per continuare con le proroghe. E fino a quando? Già nell’articolo 3 si parla di 31 dicembre 2024 come scadenza, ma anche di una possibile ulteriore proroga all’ultimo giorno del 2025.