Perché difendo Concita De Gregorio

13 Febbraio 2019 08.29
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Non conosco Concita De Gregorio. Nel senso che non l’ho mai incontrata. Ho letto le sue cose (non sempre). Ho seguito poco la sua direzione dell’Unità, così come dopo il 2000 ho seguito poco quel giornale che è stato tanta parte della mia vita. Dopo la sua chiusura ho preferito restare nei ricordi e fuori dal presente. Concita De Gregorio è assillata da azioni giudiziarie che la minacciano per cifre enormi che già hanno inciso sulla sua vita e quella della sua famiglia. Lei non è una simpatica. Molti miei ex colleghi parlano male della sua stagione all’Unità. Non mi importa niente. La cosa importante è la fuga dell’editore sia quello formale, l’imprenditore Renato Soru, sia quello politico, il Pd, dalle proprie responsabilità per cui la De Gregorio, spesso per omesso controllo, si trova a dover pagare o è minacciata di dover pagare cifre esorbitanti.

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SENZA TUTELE NON SI PUBBLICHEREBBERO PIÙ NOTIZIE

I giornali non devono ritenere di poter fare quel che vogliono della vita degli altri. Se si dice una cosa inesatta o addirittura falsa è bene che vi sia una sanzione. Credo che la sanzione più forte sia imporre una correzione del giudizio sbagliato con la stessa ampiezza con cui si è proceduto a dare l’informazione inesatta o falsa. Credo però che nessun giornalista pubblicherebbe più notizie e nessuno farebbe il direttore responsabile se l’editore decidesse di scappare dal suo obbligo di tutela del giornalista e del direttore.

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L'ASSENZA DI SOLIDARIETÀ PER DE GREGORIO È SCANDALOSA

È del tutto evidente che la vicenda della De Gregorio è scandalosa. È scandaloso anche questa assenza di solidarietà e di iniziative volte a evitare che la sua vita presente e futura sia già prestabilita dai suoi esosi querelanti. Noi viviamo la singolare situazione di avere forze politiche, oggi al governo, costruite sulla diffamazione e sul tentativo di annichilimento dell’avversario ma si lascia sola davanti a cause milionarie una giornalista che tecnicamente non poteva controllare tutte le cose che venivano pubblicate dal suo giornale. Mi piacerebbe se alcuni di questi querelanti si ritirassero. Ho un personale disprezzo per chi passa la sua vita, in politica o nel giornalismo, a parlar male di altri anche con toni terribili e poi se viene toccato esercita un’azione di rivalsa esagerata. Personalmente ho anche sperimentato una certa disinvoltura della magistratura giudicante nell’intervenire in queste situazioni.

IL PD TROVI UNA SOLUZIONE

Anche a me è toccato difendermi in giudizio come direttore dell’Unità ma avevo alle spalle il Pds-Ds e quella persona fantastica che è il senatore Ugo Sposetti che mi ha protetto anche quando, e per tanti anni, sono uscito dall’orbita del mio vecchio giornale. Coraggio quindi, amici del Pd, trovate una soluzione al caso De Gregorio. Non è giusto accettare le cose così come sono. Vi piaccia o no, professionalmente, la collega. È un fatto di serietà.

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