Condannata a 13 anni di carcere la “vivandiera” di Messina Denaro

Redazione
12/01/2024

Lorena Lanceri, ritenuta colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa, insieme col marito ospitò per mesi a pranzo e cena il boss nella loro casa di Campobello di Mazara.

Condannata a 13 anni di carcere la “vivandiera” di Messina Denaro

Il gup di Palermo ha condannato a 13 anni e 8 mesi in rito abbreviato Lorena Lanceri, a processo per concorso esterno in associazione mafiosa: si tratta della donna che ha per mesi aveva accudito il il boss Matteo Messina Denaro durante la sua latitanza. A 6 anni e 8 mesi è stato invece condannato il marito della donna, Emanuele Bonafede, imputato di favoreggiamento e procurata inosservanza della pena. A Lanceri, legata sentimentalmente a Messina Denaro, era stato contestato inizialmente il favoreggiamento: nel corso delle indagini l’accusa è stata poi modificata.

L’ospitalità e l’aiuto fornito al boss latitante

Per mesi i coniugi ospitarono Messina Denaro, durante la latitanza, a pranzo e cena nella loro casa di Campobello di Mazara, consentendogli, hanno ricostruito gli inquirenti «non solo di trascorrere molte ore in piena tranquillità e in loro compagnia in un contesto domestico-familiare», ma anche «di incontrarsi con numerose persone e infine, ma non per importanza, di entrare ed uscire dalla loro abitazione effettuando accurati controlli per ridurre il rischio di essere avvistato dalle forze dell’ordine». Lanceri, inoltre, smistava la corrispondenza del padrino, con cui aveva una relazione. Sono poi emerse impronte della donna sul diario del boss e su diversi cd e dvd custoditi dal capomafia nel covo di Campobello di Mazara, oltre a una serie di acquisti di oggetti a lui destinati (felpe, scarpe, libri poster) fatti su Amazon dall’account di Lanceri.