Il papa su sesso, aborto, matrimonio per i preti e Venezuela

Il papa su sesso, aborto, matrimonio per i preti e Venezuela

28 Gennaio 2019 14.00
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Il sesso non è un mostro, parola del papa. Ecco perché l'educazione sessuale dovrebbe essere sdoganata nelle scuole; no invece al celibato facoltativo per i sacerdoti. Parola del papa, che è intervenuto anche su altri argomenti più d'attualità come il caos in Venezuela. Francesco ha incontrato la stampa sull'aereo che lo ha riportato a Roma dopo il bagno di entusiasmo con i giovani della Giornata mondiale della gioventù 2019, a Panama, rilasciando una lunga intervista: «Mi terrorizza la violenza, temo uno spargimento di sangue», ha detto innanzitutto sulla difficile situazione in Venezuela per la quale ha detto di sperare in «una soluzione giusta e pacifica». Il Vaticano non può seguire le prese di posizione in ordine sparso della comunità internazionale: «Farei danni», ha detto il papa, auspicando che «si mettano d'accordo e chiedano aiuto» per una mediazione necessaria che possa evitare disordini e violenze.

L'EDUCAZIONE SUL SESSO DEV'ESSERE LIBERA

Tornando alla Chiesa, Francesco ha sbarrato le porte a una possibile "scelta" dei sacerdoti sul celibato: «Io non lo farò. Sono chiuso? Forse. Non sento di mettermi davanti a Dio con questa decisione». Porte aperte invece all'educazione sessuale nelle scuole perché «il sesso è un dono di Dio, non un mostro». Ma Francesco ha sottolineato che l'educazione sul sesso deve essere libera da «colonizzazioni ideologiche». E al proposito ha commentato: «Ho visto qualche libro sporco».

«IL PROBLEMA DEGLI ABUSI CONTINUERÀ, È UMANO»

Sul summit convocato in Vaticano per affrontare la piaga della pedofilia ha spiegato che gli obiettivi sono «far prendere coscienza del dramma» e indicare protocolli, prassi. Ma sarà anche un'occasione «per chiedere perdono per tutta la Chiesa». Il Pontefice ha parlato anche di aspettative eccessive, "gonfiate", rispetto all'appuntamento di fine febbraio con i presidenti di tutte le conferenze episcopali del mondo perché «il problema degli abusi continuerà, è un problema umano».

In Argentina siamo tutti migranti, come negli Stati Uniti. La questione accoglienza è complessa e va affrontata senza pregiudizi. L'Italia è stata generosa

Tra i temi risuonati alla Giornata mondiale della gioventù c'è stato anche quello dei migranti e Francesco ha attaccato «la mancanza di memoria» di tanti Paesi che sono fondati sulla presenza di migranti. «In Argentina siamo tutti migranti» e così è anche negli Stati Uniti. Ha chiesto di affrontare la questione, che è complessa, «senza pregiudizi». Ribadendo che l'Italia è stata «generosa» nell'accogliere. E poi ha detto che la politica deve praticare la solidarietà, ma anche «la prudenza» perché se si accoglie occorre anche dare poi la possibilità di integrarsi. Quindi un appello all'Europa perché aiuti i Paesi poveri da dove i migranti partono: «L'Europa è capace di farlo».

SULL'ABORTO «DIO PERDONA SEMPRE»

Il papa ha parlato anche della vita della Chiesa, a volte incapace di dare testimonianza ai giovani: «Io ho paura dei cattolici che si dicono perfetti, che vanno a messa tutte le domeniche e poi non pagano la 13esima alle persone che lavorano per loro». Infine l'aborto: Dio «perdona sempre», però le donne che hanno fatto questa scelta non hanno solo bisogno di misericordia, ma anche di riconciliarsi con quel bambino che non hanno voluto.

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