«Congetture» nell’accusa di calunnia a Dell’Utri

Redazione
21/08/2012

È stata depositata il 21 agosto la motivazione con cui la Sesta sezione penale della Corte di Cassazione di Palermo...

«Congetture»  nell’accusa di calunnia a Dell’Utri

È stata depositata il 21 agosto la motivazione con cui la Sesta sezione penale della Corte di Cassazione di Palermo ha confermato, lo scorso 15 maggio, l’assoluzione del senatore Marcello Dell’Utri dall’accusa di calunnia aggravata.
Secondo la Cassazione, l’accusa è basata non su prove sostanziali, ma su «considerazioni congetturali».
Per la procura palermitana, Marcello Dell’Utri avrebbe cercato, tramite Cosimo Cirfeta (esponente della Sacra corona unita e poi collaboratore di giustizia), di screditare i pentiti Francesco Di Carlo, Francesco Onorato e Giuseppe Guglielmini che avevano parlato dei rapporti del senatore con Cosa Nostra nel processo riguardante l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.
DOPPIA ASSOLUZIONE. La vicenda risale al 1997 e ai presunti contatti tra Dell’Utri e Cirfeta: secondo l’accusa Dell’Utri avrebbe istigato Cirfeta a denunciare (tramite alcune dichiarazioni e una lettera agli inquirenti) un sorta di complotto ordito dai collaboratori di giustizia contro il senatore.
Sia in primo che in secondo grado però la Corte di Palermo aveva assolto dall’accusa di calunnia aggravata Dell’Utri.