La polemica sul logo di Palazzo Chigi al Congresso di Verona

La polemica sul logo di Palazzo Chigi al Congresso di Verona

29 Marzo 2019 14.44
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Nonostante Palazzo Chigi abbia negato il patrocinio, il logo della Presidenza del Consiglio dei Ministri rimane sulla cartellonistica e sul materiale cartaceo del 13esimo Congresso mondiale delle famiglie di Verona. Sotto il logo del Governo, nei materiali veronesi appare la dicitura «Presidenza del Consiglio dei Ministri – Il ministro per la Famiglia e le disabilità» tra i patrocinatori del congresso. Sul sito della manifestazione, invece, il logo governativo è stato rimpiazzato dallo stemma della Repubblica, correttamente con la sola indicazione del ministero, assieme ai patrocini di Regione Veneto, Regione Friuli Venezia Giulia e Provincia di Verona.

«Non abbiamo i soldi per far stampare nuovamente i pannelli», ha dichiarato il presidente di Generazione Famiglia e organizzatore del congresso Jacopo Coghe a Repubblica, «se me li date vi giuro che passo la notte a toglierlo».

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Il Congresso ha visto spaccarsi nettamente su due posizioni contrapposte le due anime del governo, il M5s, contrario e che sarà assente dai lavori, e la Lega che a Verona è in forze con ben tre ministri. Con la battaglia che è proseguita fino a qualche giorno fa e che ha visto alla fine proprio la vittoria di chi ha preteso che venisse tolto il patrocinio di Palazzo Chigi. Il leader grillino Luigi Di Maio non ha mai nascosto la sua disapprovazione per il Congresso: «Per me la famiglia è sacra, ma lì si parla della donna come quella che se ne deve stare a casa a fare i servizi, della donna come essere inferiore all'uomo». L'altro vicepremier Matteo Salvini ha sempre tirato dritto ribadendo: «Io vado a Verona per difendere la famiglia composta da mamma e papà. Finché campo difendo il diritto del bambino ad avere una mamma e un papà e a essere adottato dove ci sono una mamma e un papà». Insieme a lui, tra i relatori, anche i ministri della Famiglia Lorenzo Fontana e della Scuola Marco Bussetti. Ad alimentare le polemiche anche la presenza all'evento di alcuni congressisti dai profili controversi.

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