La giornata clou del Congresso mondiale delle famiglie a Verona

La giornata clou del Congresso mondiale delle famiglie a Verona

30 Marzo 2019 06.00
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A Verona misure eccezionali per la giornata clou del controverso Congresso mondiale della famiglia, con la partecipazione del vicepremier Matteo Salvini e dei ministri Lorenzo Fontana e Marco Bussetti, oltre alla leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. In contemporanea il corteo di chi si oppone all'evento, giudicato omofobico e antifemminista. Per la Questura hanno sfilato circa 25 mila persone. Ma secondo l'associazione "Non una di Meno" i numeri sarebbero molto più alti: almeno 100 mila persone.

IL BOTTA E RISPOSTA A DISTANZA TRA SALVINI E DI MAIO

L'intervento più atteso era quello di Salvini, al quale ha risposto a distanza Luigi Di Maio, impegnato a Roma nell'evento "Oggi protagonisti" organizzato dall'Agenzia nazionale per i giovani. Il leader della Lega ha prima attaccato il sottosegretario M5s alle Pari opportunità Vincenzo Spadafora, che lo aveva criticato per la scelta di andare a Verona: «Si occupi di rendere più veloci le adozioni, ci sono più di 30 mila famiglie che aspettano di adottare un bambino», ha detto il ministro dell'Interno dal palco del Congresso. Immediata la replica di Di Maio: «Salvini legga bene le deleghe, quella sulle adozioni non è in capo a Spadafora ma al premier e al ministro della Famiglia». Fonti del ministero della Famiglia hanno poi fatto sapere che da oltre un mese il ministro Fontana ha chiesto di formalizzare la remissione della delega relativa alle adozioni internazionali, perché il premier Conte avrebbe autonomamente indicato i componenti della commissione preposta.

Accuse alle quali fonti di Palazzo Chigi, in tarda serata, hanno replicato affermando che Fontana aveva provocato una grave situazione di stasi nell'attività della commissione adozioni, che si è sbloccata solo grazie alle sollecitazioni giunte proprio dalla segreteria generale della presidenza del Consiglio. Salvini, nel frattempo, ha continuato ad arringare la folla: «Dico a qualche distratto amico di governo, che dice che qui si guarda al passato, che invece qui si prepara il futuro, si guarda avanti e non indietro. E se parlare di mamme, papà e bimbi è da sfigati, io sono orgoglioso di essere sfigato». Il riferimento è alla definizione dei partecipanti al Congresso data proprio dal capo politico M5s, che ha ribadito il concetto così: «Sono fanatici, è stucchevole questa rincorsa a strumentalizzare la famiglia». Stizzita la risposta di Salvini: «Qui non c’è nessun fanatismo, né fascismo, né nazismo».

LE MANI AVANTI SU DIVORZIO E ABORTO

Al palazzo della Gran Guardia il leader della Lega è stato accolto da incitazioni («Matteo, Matteo!»), ma anche da qualche contestatore («Vergogna!»). «Sono qua a sostenere con il sorriso una giornata di festa», ha esordito, «il diritto a essere madre, papà, nonni: la necessità dell'Italia di mettere al mondo dei figli. Non siamo qui a togliere diritti, non si tocca niente a nessuno. Non sono in discussione l'aborto o il divorzio: ognuno fa l'amore con chi vuole, va a cena con chi vuole. Condivido le parole del papa, io bado alla sostanza, non alla forma». Poi però è arrivato l’affondo sulla gestazione per altri: «Combatterò fino a che campo una pratica disumana, barbara e tribale come la pratica dell’utero in affitto, della donna bancomat, forno a microonde». E l’attacco alla stampa: «Dal mondo del giornalismo, e lo dico da giornalista, su questo convegno c'è stato un mix di ipocrisia, benpensantismo, malafede». Oltre che alle associazioni in corteo: «Queste presunte femministe che manifestano a pagamento secondo me fanno parte di un business organizzato. Sono sempre gli stessi cartelli di città in citta, parlano di diritti delle donne ma sono le prime che fanno finta di non vedere il pericolo numero uno: l’estremismo islamico, per cui la donna vale meno di zero».

FICO ANNUNCIA UN'INIZIATIVA PER LE FAMIGLIE ARCOBALENO

Il Congresso della famiglia continua ad agitare anche il M5s, già in fibrillazione per la partecipazione «a titolo personale» della senatrice Tiziano Drago, in contrasto con la posizione della ministra della Salute Giulia Grillo. Ed è intervenuto anche il presidente della Camera Roberto Fico, annunciando «un'iniziativa sulle famiglie arcobaleno per ascoltare le esigenze di tutti». L'evoluzione della famiglia, ha detto ancora Fico, «è quanto di più bello ci sia perché significa che il nostro mondo è in movimento e racconta un’evoluzione culturale». Le famiglie, per il presidente della Camera, «non vanno messe le une contro le altre, ma tutelate perché tutte arricchiscono la nostra società. Dobbiamo guardare ai cambiamenti che di fatto esistono nella nostra comunità e non arretrare mai sui diritti».

GLI INTERVENTI DEI MINISTRI FONTANA E BUSSETTI

Insieme a Salvini sono arrivati sul palco di Verona anche i ministri della Scuola e della Famiglia. Equilibrato l'intervento di Marco Bussetti: «La scuola è aperta, inclusiva, plurale e voglio sottolineare che non sono in discussione i processi di emancipazione e i diritti acquisiti». Ironico e pungente il contributo di Lorenzo Fontana, che gioca in casa: «Ricordo che Di Maio ha parlato di aiuti alle famiglie anche attraverso i coefficienti familiari. Bene Luigi, mo' uagliò lo devi fare. Ora passa dalle parole ai fatti».

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