Il Coni rigetta il ricorso della Juventus per lo scudetto del 2006

Il Coni rigetta il ricorso della Juventus per lo scudetto del 2006

Dopo 13 anni si esaurisce con la decisione del Collegio di Garanzia la querelle sul tricolore di Calciopoli: il campionato resta all'Inter.

06 Maggio 2019 17.30

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Il ricorso della Juventus è «inammissibile». Si esaurisce con la decisione del Collegio di Garanzia a sezione unite del Coni l'ultimo atto di Calciopoli sull'assegnazione d'ufficio all'Inter dello scudetto 2005/06. Una storia vecchia ormai di 13 anni ma che negli animi di juventini e interisti ancora resiste come un vessillo d'orgoglio. Eppure, su quel tricolore 2005/2006, revocato alla Juventus e assegnato d'ufficio all'Inter dall'allora commissario straordinario della Figc, Guido Rossi, per i bianconeri mancava ancora un passaggio.

LA DECISIONE ERA CONGELATA DAL 2011

Una decisione che è rimasta congelata dal 2011, quando fu deciso di non revocare lo scudetto ai nerazzurri dall'allora consiglio federale della Figc presieduto da Giancarlo Abete e successivamente dal Tnas (oggi sostituito proprio dal Collegio di Garanzia) che si dichiarò non competente, nonostante la dura relazione dell'allora Pm federale, Stefano Palazzi, alla luce delle nuove intercettazioni che coinvolgevano anche Giacinto Facchetti, all'epoca dei fatti dirigente nerazzurro.

LA JUVE CONDANNATA A PAGARE LE SPESE

Secondo l'avvocato della Juventus, Luigi Chiappero «non c'è nessun giudice sportivo che ha voluto decidere», mentre secondo l'Inter pesano le ripetute sentenze, penali, amministrative e sportive, che si sono seguite negli anni: «Si propone sempre lo stesso quesito senza tenere conto di quello che hanno detto in tutti questi anni tutti i giudici», le parole dell'avvocato Luisa Torchia. Oggi l'ultimo atto con cui il Collegio non soltanto dichiara inammissibile il ricorso dei bianconeri ma estromette inoltre il Coni «dal presente giudizio», condannando altresì la società bianconera al pagamento delle spese in favore del Comitato olimpico nazionale per 1.500 euro, oltre agli oneri accessori disponendo «l'integrale compensazione delle spese nei confronti delle altre parti».

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