Perché l'alimentazione è la principale causa di morte nel mondo

Perché l’alimentazione è la principale causa di morte nel mondo

03 Aprile 2019 22.30
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La dieta è responsabile del maggior numero di morti nel mondo. Più di qualsiasi altro fattore di rischio. Per la precisione, la cattiva alimentazione causa un decesso su cinque, per un totale di 11 milioni di vittime in un anno attribuibili a diete ricche di sale, zuccheri, carne rossa e troppo trattata, e uno scarso consumo di prodotti come frutta, verdura, semi, frutta secca e cereali integrali.

  • La star vegana beccata a mangiare pesce.

Si tratta di 10 milioni di morti per malattie cardiovascolari, 913 mila per tumori e quasi 339 mila per diabete. È il bollettino dello studio Global Burden of Disease, pubblicato su Lancet, che ha tracciato le tendenze di consumo di 15 categorie di cibi (legumi, fibre, cereali integrali, grassi omega-3 da prodotti ittici, bibite zuccherate, carni rosse e trattate, sale e grassi saturi) dal 1990 al 2017 in 195 Paesi.

CLASSIFICA: ISRAELE VIRTUOSO, UZBEKISTAN ULTIMO, ITALIA DECIMA

L'Italia è decima in classifica con un tasso di morte di 107,7 per 100 mila individui e 97.821 decessi in un anno (dati del 2017) attribuibili alla cattiva alimentazione. Il più virtuoso è Israele, primo in classifica, con un tasso di morte da cattiva alimentazione di 88,9 per 100 mila individui e 5.576 decessi in un anno, segue la Francia con un tasso di morte dell'89,1 per 100 mila e un numero di morti pari a 75.241. Gli Usa sono 43esimi con un tasso di morte da cibo cattivo di 170,7 per 100 mila individui e 503.391 morti nel 2017. Ultimo classificato è l'Uzbekistan con un tasso di morte addirittura di 891,8 per 100 mila individui e un numero di decessi calcolati per il 2017 di 75.725 individui.

Il fattore di rischio principale per la mortalità da cibo in Italia è lo scarso consumo di cereali integrali

Ashkan Afshin, uno degli autori dello studio, ha spiegato che «il fattore di rischio principale per la mortalità da cibo in Italia è lo scarso consumo di cereali integrali», cui sono attribuibili oltre 30 mila morti l'anno, seguito da eccessivo consumo di sale (oltre 18 mila morti), scarso consumo di semi e frutta secca (oltre 16 mila), scarso consumo di omega-3 (circa 12 mila) e di frutta (oltre 11 mila).

NEL MONDO SI DOVREBBE BERE UN DECIMO DELLE BIBITE ZUCCHERATE

Gli esperti sono partiti dal tracciare i consumi ottimali di ognuno dei 15 elementi considerati, per poi stimare le conseguenze. Per esempio per la frutta il consumo ottimale è di 250 grammi o più al giorno. Nessun Paese vanta consumi ottimali per tutti i 15 elementi considerati. A livello globale i problemi principali riguardano consumi subottimali di frutta secca e semi, latte e cereali integrali; mentre vi sono consumi eccessivi soprattutto di bibite zuccherate, carne trattata e sale. Per esempio, in media nel mondo si mangiano appena il 12% delle quantità raccomandate di frutta secca e semi (circa 3 grammi/dì in media contro una quantità raccomandata di 21 grammi al giorno), e si beve una quantità 10 volte maggiore di quella raccomandata di bibite zuccherate (49 grammi/dì in media, contro un consumo raccomandato che non deve superare i 3 grammi).

FRUTTA E VERDURA TROPPO CARE PER I PAESI POVERI

E ancora, la dieta globale include quasi il doppio rispetto ai limiti raccomandati (il 90% in più) della quantità di carne trattata (4 grammi al giorno in media, contro i 2 grammi giornalieri raccomandati), e l'86% in più di sale (circa 6 g al giorno in media, contro i 3 g giornalieri raccomandati). «Servono interventi concreti per agire sull'alimentazione globale, ma non si possono trascurare i problemi economici che portano a diete insalubri», sottolinea in un commento Nita Forouhi, University of Cambridge. Due porzioni di frutta e tre di verdura al giorno per un individuo hanno un costo insostenibile nei Paesi poveri pari al 52% del reddito familiare, contro il 2% del reddito familiare nei Paesi ricchi.

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