Francesco Pacifico

Consiglio dei ministri, Salvini e Di Maio tentano la mediazione

Consiglio dei ministri, Salvini e Di Maio tentano la mediazione

I due alleati verso una tregua. Il vicepremier leghista, deluso dai sondaggi, è pronto a fare un passo indietro sul dl Sicurezza bis. E aprire al collega M5s sulla Famiglia. 

20 Maggio 2019 14.34

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Racconta un ministro leghista: «È il tentativo di una tregua generale, non una pace, perché altrimenti non si va più da nessuna parte». Quella di lunedì, con un Consiglio dei ministri dall'esito e dall'agenda incerta, è una giornata di fuoco per la politica italiana. Ma se c'è una certezza è che Matteo Salvini e Luigi Di Maio si sono resi conto che la guerra fraticida all'interno della maggioranza sta erodendo i loro consensi in vista delle ormai imminenti Europee. Da qui la voglia di mandare un segnale al Paese, che non può non passare da un'approvazione del decreto Sicurezza bis e del provvedimento per la famiglia.

UNA TREGUA DETTATA DAI SONDAGGI

Soprattutto il ministro dell'Interno, guardando gli ultimi sondaggi, si sarebbe reso conto che la Lega rallenta al Nord e non cresce, come sperava, al Sud. Da qui la proposta di armistizio ai cinque stelle: approviamo – anche salvo intese – il decreto Sicurezza bis modificato secondo i desiderata degli alleati, con il Carroccio pronto a non accelerare sulle autonomie e a mettere in minoranza il ministro Lorenzo Fontana dando il via libera al decreto per la Famiglia, che sta tanto a cuore al vicepremier grillino.

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CONTE INDISPETTITO DALLA LEGA

Come andrà a finire è difficile da dire. Anche perché le tensioni di questi giorni hanno indispettito non poco il premier Giuseppe Conte, che non ha gradito soprattutto l'intervista di Giancarlo Giorgetti alla Stampa. Nella quale il potente sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha messo in dubbio la terzietà dell'"avvocato del popolo". Tanto che il presidente del Consiglio ha fatto sapere: «Vorrei chiarire che il premier sin da quando è iniziata la competizione elettorale non si è mai lasciato coinvolgere, non troverete mai una mia dichiarazione a favore dell’una o dell’altra parte politica». Per poi scandire: «Lo dico a tutti, quando la dialettica trascende fino a mettere in dubbio l’imparzialità del premier la cosa non è grave ma gravissima».

SALVINI PRONTO A UN PASSO INDIETRO

Conte, pare con l'appoggio del Quirinale, ha imposto di inserire nell'ordine del giorno del Consiglio di ministri accanto ai tre maggiori provvedimenti in esame – Sicurezza bis, famiglia e autonomie – la dizione «inizio dell'esame». Se non bastasse, ha anche programmato due Cdm per poter riuscire a portare a casa almeno le nomine del nuovo generale della Guardia di Finanza e della Ragioneria dello Stato. Questo mentre i tecnici del Viminale stanno lavorando in contemporanea alla riunione per inserire modifiche al Dl Sicurezza bis, con Salvini pronto a fare marcia indietro o depotenziare le multe alle navi che salvano i migranti o il trasferimento dei poteri sugli sbarchi dai ministeri delle Infrastrutture e degli Esteri agli Interni. Dovrebbe essere previsto anche un fondo da 2 milioni di euro per facilitare i rimpatri come chiesto dallo stesso Di Maio.

L'OBIETTIVO È ASSICURARE LA TENUTA DEI GIALLOVERDI

Fanno pensare a un tentativo di tregua anche le ultime dichiarazioni del titolare del Mit, Danilo Toninelli, il primo a sentenziare che il Dl Sicurezza bis andava approvato dopo le elezioni. Prima ha smentito di aver provato ad affossare il provvedimento. Poi ha fatto sapere: «Spero vivamente che stasera i tecnici del ministro Salvini abbiano risolto perché i miei tecnici hanno già risolto». Per poi precisare: «C'erano dei dettagli tecnici che erano tecnicamente sbagliati e li abbiamo aggiornati. Grazie al mio ministero abbiamo inserito anche il sequestro delle imbarcazioni che violano le normative del mare e abbiamo rettificato una norma che non era ben scritta. Spero che basti. La bozza non era così completa». Ora la palla passa a Giuseppe Conte, stanco delle tensioni degli azionisti della maggioranza e pronto ad aggiornare tutto al prossimo Consiglio dei ministri. Mentre Di Maio e Salvini già pregusterebbero alla fine del Cdm una conferenza stampa congiunta per annunciare al Paese sia i loro provvedimenti sia la tenuta del fronte gialloverde. Ma il condizionale è d'obbligo. Intanto il vicepremier grillino – sempre nel tentativo di non perdere ulteriori consensi – ha annunciato che martedì 21 maggio riunirà a Roma al Tempio di Adriano i ministri grillini per illustrare la «fase due del governo del cambiamento».

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