Come è andato il cdm su dl sicurezza bis, autonomia e famiglia

Come è andato il cdm su dl sicurezza bis, autonomia e famiglia

Nulla di fatto nella riunione del governo. Le nuove misure volute dalla Lega slittano. Scontro frontale tra Conte e Salvini sui dubbi del Quirinale a proposito della misura. Nuova possiible riunione in settimana.

21 Maggio 2019 04.23

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Muro contro muro sul decreto sicurezza nel consiglio dei ministri del 20 maggio. Giuseppe Conte e Matteo Salvini sono arrivati allo scontro e, dopo un Cdm di circa tre ore, alla fine sia l'esame del decreto sicurezza sia quello del decreto famiglia sono stati rinviati, in un clima di costante tensione.

Ma la Lega non ha digerito la fumata nera e ha chiesto l'approvazione del testo – con modifiche – in un nuovo Cdm da tenere entro il voto del 26 maggio. Il via libera arriverà, assicurano. Mentre, a riunione finita, da Palazzo Chigi hanno tentato di ridimensionare la portata della lite e assicurato che il «clima è sempre stato sereno».

LE CRITICITÀ SOLLEVATE DAL QUIRINALE

Di fatto al dl sicurezza è arrivato uno stop da parte del premier. E Conte, nel corso della riunione, ha messo sul tavolo la "carta" più autorevole per sottolineare le criticità del decreto proposto dal Viminale su migranti e sicurezza urbana: ci sono dubbi non solo di Palazzo Chigi ma anche del Quirinale. Il ministro dell'Interno non ha voluto però tornare a casa con un nulla di fatto: «Fammi capire quali sono queste criticità», ha detto a muso duro a Conte. Il clima si è poi acceso, con la riunione che è stata sospesa nonostante la presa di posizione di Salvini che puntava a un Cdm a oltranza. «Resto qui tutta la notte se serve», aveva avvertito il vicepremier leghista.

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LAVORI RINVIATI AL PROSSIMO CDM

Salvini, Di Maio e Conte si sono quindi riuniti nella stanza del presidente del Consiglio. Obiettivo, verificare – come ha chiesto il leghista – le criticità del decreto rilevate dal premier. Poi, dopo circa mezz'ora, Palazzo Chigi ha annunciato la fine del consiglio dei ministri. Il varo del decreto sicurezza è stato quindi rinviato in attesa di chiarimenti dal Quirinale. Poco prima, fonti del M5s si erano dette «pronte a lavorare serenamente sulle criticità del testo». «Sono stati accolti i suggerimenti e fatti i miglioramenti, siamo certi che ci sarà l'approvazione del decreto in nuovo Cdm in settimana», hanno poi assicurato fonti della Lega.

PASSI AVANTI SOLO SULLE NOMINE

Resta da vedere quando, vista l'agenda fittissima dei due vicepremier in campagna per le Europee e il clima di costante tensione che si respira ormai da giorni: l'ipotesi è rivedersi tra mercoledì 22 e giovedì 23. L'unico provvedimento ad avere il timbro, sia pure salvo intese, oltre alle nomine, è stato quello sui magistrati onorari, uno dei primi punti ad essere esaminati nel Cdm, iniziato alle 21 anche se Conte, Di Maio e Salvini erano a Palazzo Chigi – senza parlarsi – diversi minuti prima dell'inizio della riunione. Già nel pomeriggio era trapelato il tentativo della presidenza del Consiglio di condividere i suoi dubbi sul decreto sicurezza con il presidente Sergio Mattarella: il provvedimento, assieme al decreto famiglia voluto dal M5s, era stato infatti inviato per conoscenza al Quirinale.

RUGGINI E TENSIONI ANCHE SU GIORGETTI

Lo stesso premier ha riferito in serata ai suoi ministri che dagli uffici del Colle sono emersi dubbi giuridici su alcune delle norme proposte dal Viminale. Una sottolineatura che fa partire l'animata discussione tra Conte e Salvini. In quel momento, è stato riferito, sono esplose le tensioni della giornata. A partire dalle dure critiche di Giancarlo Giorgetti – assente al Cdm perché impegnato in una cena a Milano con l'ambasciatore americano – al presidente del Consiglio, definito non imparziale. Conte ha mostrato la sua irritazione, mentre il leader della Lega, che aveva lanciato messaggi più concilianti, ha fatto fatica a digerire – a sei giorni dal voto – una bocciatura così plateale del suo decreto. Se serve sono pronto a cambiare il testo ma prima – ha detto al presidente del Consiglio – mi devi spiegare quali sarebbero le criticità. «Sono pronto a restare qui a oltranza: mettiamo il decreto ai voti», ha insistito Salvini. Ma alla fine il colloquio a tre, il primo dopo diverse settimane, ha siglato l'ennesima tregua: tutto rinviato. Ci si rivede presto.

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