Consiglio di sicurezza Onu, gli Usa mettono il veto sul cessate il fuoco a Gaza

Redazione
09/12/2023

La risoluzione sollecitata da Guterres e bloccata da Washington chiedeva lo stop umanitario, immediato e permanente, nei combattimenti. Il Regno Unito si è astenuto dal voto, mentre gli altri 13 Paesi membri hanno votato a favore.

Consiglio di sicurezza Onu, gli Usa mettono il veto sul cessate il fuoco a Gaza

Venerdì 8 dicembre gli Stati Uniti hanno posto il veto su una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che chiedeva un cessate il fuoco umanitario, immediato e permanente, nella Striscia di Gaza. Gli Usa possono ricorrere al potere di veto, che può bloccare qualsiasi decisione, in quanto fanno parte dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza. Il Regno Unito si è astenuto dalla votazione, mentre gli altri 13 Paesi membri del Consiglio hanno votato a favore. Secondo gli ultimi dati del ministero della Salute di Gaza, i civili palestinesi uccisi dalle operazioni militari di Israele sono oltre 17 mila.

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Il Consiglio era stato sollecitato dal Segretario generale dell’Onu António Guterres, il quale mercoledì 6 aveva invocato l’articolo 99 della Carta dell’Onu, che prevede che il Segretario generale possa «portare all’attenzione del Consiglio di sicurezza qualsiasi questione che, a suo parere, possa minacciare il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale». La risoluzione portata all’attenzione del Consiglio da Guterres era stata presentata dagli Emirati Arabi Uniti ed era sostenuta da 97 paesi. Robert Wood, vice ambasciatore degli Stati Uniti all’Onu, ha motivato il veto sostenendo che il testo fosse «lontano dalla realtà» e che non condannasse in maniera abbastanza decisa l’attacco di Hamas contro i civili israeliani avvenuto il 7 ottobre. Wood nei giorni scorsi aveva avvisato che Washington non avrebbe sostenuto alcuna ulteriore azione del Consiglio di sicurezza e si sarebbe invece concentrato su «una diplomazia difficile e sensibile mirata a ottenere il rilascio di più ostaggi, un maggiore afflusso di aiuti a Gaza e una migliore protezione dei civili». «Non esiste una protezione efficace dei civili, nessun posto a Gaza è sicuro», ha dichiarato Guterres.