Il Consorzio di tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg scrive a Lettera43.it

Chiarimenti e osservazioni circa l'articolo "Così il Prosecco danneggia l’ambiente e il territorio" pubblicato il 14 luglio 2019.

19 Luglio 2019 17.28
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Gentilissimo Direttore,

Abbiamo letto con cura e attenzione quanto pubblicato lo scorso 14 luglio su Lettera43.it dal titolo Così il Prosecco danneggia l’ambiente e il territorio a cura di Stefano Ferrio. Ci è dispiaciuto leggere e vedere diffusi come “fatti” diverse infondatezze che sarebbe facile confutare se solo si consultassero le fonti ufficiali, istituzionalmente deputate a trattare la materia.

È proprio per stimolare la consultazione di fonti affidabili e qualificate, prima di diffondere dati frutto di “sentito dire” oltre che inutilmente allarmistici, che da qualche tempo raccogliamo informazioni certe e verificabili all’interno del Conegliano Valdobbiadene Dossier consultabile qui . Ci teniamo pertanto a riportare qui di seguito alcune precisazioni e considerazioni su alcune tematiche sollevate nell’articolo:

MONOCOLTURA

È di oltre il 30% la superficie boscata ricadente nel territorio di produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg; I boschi nell’area del Docg coprono il 31,5% dei rispettivi territori comunali, che diventa il 42,6% considerando l’intera superficie dei 15 Comuni;

È il mosaico paesaggistico del Conegliano Valdobbiadene e quindi l’alternanza tra superficie vitata e boscata, che ha supportato la candidatura a Patrimonio Unesco delle nostre colline;

La superficie vitata nel Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg ha raggiunto la sua espansione massima (2018 -> 8446 ha);

Durante l’assemblea soci del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco indetta a marzo 2019 è stata deliberata la richiesta alla Regione Veneto di blocco delle iscrizioni dei nuovi impianti all’albo del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg.

PESTICIDI

È stata presentata lo scorso Aprile la nona edizione del Protocollo Viticolo, il documento che propone e promuove un sistema virtuoso di difesa integrata della vite e che è giunto al suo traguardo più rilevante: quest’anno, infatti, è l’anno della messa in atto del divieto di uso del glifosato, sebbene le normative italiane ed europee ne consentano ancora l’impiego. Il Conegliano Valdobbiadene è la più estesa zona in Europa che ha vietato l’uso della sostanza chimica più discussa degli ultimi anni, che continua ad essere utilizzata in moltissime aree agricole italiane ed europee. L’obiettivo del Protocollo Viticolo è eliminare progressivamente pratiche e molecole considerate troppo impattanti per l’ambiente – ancorché consentite dalle norme italiane ed europee – e per contro promuovere forme di agricoltura meno invasive possibili anticipando di diversi anni il percorso virtuoso verso la sostenibilità.

La pubblicazione del Protocollo e la sua diffusione tra le 185 aziende che aderiscono al Consorzio di Tutela hanno contribuito a radicare negli anni i temi di sostenibilità agronomica tra gli agricoltori del territorio. Risale al 2013 l’esclusione di tutte le formulazioni contenenti prodotti a base Folpet, Mancozeb, Dithianon, e diverse altre sostanze che la legge avrebbe consentito di utilizzare, come accaduto successivamente nel 2016. Nel 2018 è stata assunta la decisione delle amministrazioni locali di vietare il glifosato. Con questa edizione, si entra nella fase attuativa del no al glifosato e si ribadisce la necessità della lotta integrata fornendone alcuni strumenti attuativi. Una delle funzioni del Protocollo Viticolo è di mettere l’agricoltore nelle condizioni di utilizzare i vari metodi di gestione del vigneto, che siano chimici oppure biologici in base alle reali esigenze della vite e del campo in ogni momento. Per fare questo sono attivi da tempo strumenti tecnici e tecnologici di raccolta dati che fotografano costantemente la situazione del vigneto. Situazione che è trasmessa dal Consorzio ai viticoltori perché scelgano l’azione più adatta da operare in campo al più basso impatto ambientale.

Il prossimo passo verso una Denominazione sempre più sostenibile sarà la Certificazione S.Q.N.P.I., (Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata) delle Aziende Agricole della Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, per la quale si sta già predisponendo tutta la documentazione necessaria. Si tratta di un sistema che considera tutti i mezzi produttivi e di difesa delle coltivazioni dalle avversità, in grado di ridurre al minimo l’uso in vigneto delle sostanze chimiche di sintesi e di razionalizzare la pratica della fertilizzazione. Per ottenere e mantenere la certificazione saranno predisposte attività di controllo come l’attuazione di un numero significativo di analisi delle uve prodotte volte ad accertare qual è stato l’effettivo impiego in vigneto delle sostanze chimiche. La certificazione rappresenta un’opportunità per il territorio, in particolare perché si traduce in un incremento del valore percepito della Denominazione. Nello specifico occorrerà conseguire due obiettivi: certificare il 25% degli operatori entro il 2021 e incrementare le certificazioni del 10% ogni anno successivo. Potranno partecipare al progetto tutte le aziende trasformatrici e imbottigliatrici che in tal modo avranno la possibilità di utilizzare il logo “ape” sui propri prodotti. Il consorzio ha coinvolto Valoritalia s.r.l. quale ente di certificazione.

Durante i diversi confronti e le condivisioni di documenti con Icomos (organo consultivo di Unesco) non ci sono MAI stati fatti da loro accenni critici legati a tematiche ambientali collegate alla candidatura delle colline di Conegliano Valdobbiadene.

SALUTE

Si riporta quanto pubblicato sul Gazzettino di Treviso il giorno 15 febbraio 2019:

«Correlare il Prosecco ai tumori è una cosa che non ha fondamento scientifico». Sandro Cinquetti, responsabile dell’Igiene pubblica dell’Usl della Marca, usa toni definitivi. La conferma arriva dall’ultimo studio eseguito dal dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria, che ha firmato assieme a Mauro Ramigni, responsabile del servizio di epidemiologia, sul tasso di mortalità precoce per cancro (cioè sotto i 75 anni) in ogni singolo comune del trevigiano. I risultati sono confortanti. I trevigiani stanno meglio dei loro vicini di casa: in particolare di quelli che abitano verso la laguna e sulle montagne bellunesi. A cominciare proprio dalla zona delle colline del Prosecco. «È un territorio, come il resto della provincia, che ha dei comportamenti positivi di carattere generale – spiega Cinquetti – un reddito medio della popolazione più elevato rispetto al resto del Veneto, abitudine a un’alimentazione più ricca di frutta e verdura e maggiore abitudine all’attività motoria rispetto ad altre realtà. A questo si aggiungono diagnosi sempre più precoci, con possibilità chirurgiche buone e un miglioramento importante delle disponibilità terapeutiche. Il risultato sono indicatori migliori dal punto di vista dello stato di salute della popolazione».

SITO UNESCO

Il sito “Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” è stato riconosciuto patrimonio dell’umanità UNESCO (IL PAESAGGIO e non IL VINO) unico per specifiche caratteristiche geomorfologiche e per il paesaggio dai pendii irti e impervi, ricamati dai vigneti, frutto del lavoro di generazioni di viticoltori. Tale sito comprende la fascia collinare che da Valdobbiadene si estende verso est fino al Comune di Vittorio Veneto e corrisponde ai 15 comuni in provincia di Treviso rientranti SOLO nell’area di produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg.

Conegliano Valdobbiadene è il cuore pulsante di un’area molto più vasta che rappresenta l’intero mondo del Prosecco, che comprende tre denominazioni: il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg (nel 2018 sono state prodotte 90 milioni di bottiglie circa), l’Asolo Prosecco Superiore Docg (nel 2018 sono state prodotte 12 milioni di bottiglie) e il Prosecco Doc (nel 2018 sono state prodotte 464 milioni di bottiglie). Tutte e tre le denominazioni corrispondono a territori diversi per estensione e aspetto paesaggistico e producono un totale di 560 milioni di bottiglie circa. A tal proposito auspichiamo che la vostra testata abbia occasione di riprendere questi temi e che ci sia modo di fornire ai vostri lettori informazioni che tengano conto di fonti oggettive, qualificate e consultabili.

Cogliamo anche questa occasione per invitarvi a vistare le colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, sito iscritto nel registro nazionale del paesaggio rurale storico e, come già sopra riportato, riconosciuto a Patrimonio Unesco. Restiamo a disposizione per ogni ulteriore informazione, un cordiale saluto,

Ufficio Comunicazione Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg

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