Consulta: «Giudice valuti indifferibilità»

Redazione
25/01/2011

Rientra nel «potere del giudice valutare, caso per caso, se lo specifico impegno addotto dal presidente del Consiglio dei ministri»...

Consulta: «Giudice valuti indifferibilità»

Rientra nel «potere del giudice valutare, caso per caso, se lo specifico impegno addotto dal presidente del Consiglio dei ministri» dia «in concreto luogo a impossibilità assoluta» di «comparire in giudizio, in quanto oggettivamente indifferibile e necessariamente concomitante con l’udienza di cui è chiesto il rinvio». È uno dei passaggi della sentenza con cui la Corte Costituzionale  ha in parte bocciato e in parte interpretato il legittimo impedimento, la legge nata per mettere al riparo il premier Berlusconi dalla ripresa dei tre processi a suo carico (Mills, Mediaset e Mediatrade). Questo principio, spiegano i giudici «ha carattere bidirezionale», nel senso che  riguarda «anche il presidente del Consiglio dei ministri, la programmazione dei cui impegni, in quanto essi si traducano in altrettante cause di legittimo impedimento, è suscettibile a sua volta di incidere sullo svolgimento della funzione giurisdizionale». In altre parole, «la leale collaborazione deve esplicarsi mediante soluzioni procedimentali, ispirate al coordinamento dei rispettivi calendari». D’altro canto la tipizzazione delle attività di governo che possono rappresentare un legittimo impedimento a non presentarsi in udienza valgono solo nella misura in cui venga indicato un «impegno preciso e puntuale» da parte del premier.