Cala il sipario sul dialogo tra Lega e M5s

L'esperienza gialloverde è definitivamente tramontata. Salvini, dopo aver provocato la crisi, ha provato a tendere la mano fino all'ultimo. Ma Di Maio lo ha accusato di slealtà. E ormai i pentastellati trattano ufficialmente col Pd.

22 Agosto 2019 21.53
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Il secondo giro di consultazioni al Quirinale ha fatto calare il sipario sul dialogo tra Lega e M5s. L’eventuale resurrezione di quella che fu la maggioranza gialloverde è definitivamente tramontata. Luigi Di Maio ha chiarito che indietro non si torna, scaricando Matteo Salvini che ha dovuto subire anche le punzecchiature filo-europeiste di Silvio Berlusconi, tornato sulla scena politica dopo settimane di silenzio.

Il leader della Lega, dopo aver provocato la crisi, ha provato fino all’ultimo momento utile a ricucire, spendendo parole di elogio nei confronti di Di Maio: «Credo che abbia lavorato bene nell’interesse del Paese». E dopo le consultazioni con il presidente della Repubblica ha lanciato persino un ultimo appello alla riconciliazione: «Se i no diventano sì, io non porto rancore. Ho scoperto che ci sono alcuni pentastellati disponibili a una manovra coraggiosa: se si vuol far ripartire il Paese, noi siamo pronti».

L’ACCUSA DI SLEALTÀ

Una mano tesa che il M5s ha repsinto al mittente. Di Maio ha gelato Salvini poco dopo, accusandolo di slealtà. I toni del capo politico pentastellato non sono offensivi ma istituzionali, tuttavia il senso della fine è chiaro: «L’esperienza di governo si basava sulla sottoscrizione di un contratto e sulla lealtà tra forze politiche, minata da una rottura unilaterale». E ormai i pentastellati trattano ufficialmente col Pd.

FREDDEZZA ANCHE TRA SALVINI E BERLUSCONI

Freddezza anche tra Salvini e Berlusconi. Sin dall’inizio della crisi, il leghista ha sempre evitato di evocare la formula del centrodestra, snobbando il tema alleanze. Ma il Cav gli ha restituito la pariglia e si è tolto più di un sassolino dalle scarpe, punzecchiandolo sull’Europa e definendo «avventurista» la scelta della Lega di allearsi con il M5s. Berlusconi, forte di ultimi sondaggi secondo cui la Lega, ferma al 31%, senza l’8% di Forza Italia non avrebbe la maggioranza, si è scagliato a testa bassa contro l’esecutivo Conte: «È stata indebolita l’economia italiana al punto che rasenta la crisi, con un debito pubblico che ha superato il livello di guardia».

IL CAV E QUELL’AVVISO ALLA STAMPA

Berlusconi, almeno davanti alla stampa, si è detto disponibile solo a un governo di centrodestra, che come lui sa bene non ha i voti necessari in parlamento per dare vita a una maggioranza. L’alternativa è il voto, non ci sono altre formule. Ma prima di lasciare il Quirinale, salutando i cronisti, il leader di Forza Italia ha lanciato la sua zampata: «Vi dico di fare attenzione perché ci sono programmi in giro anche contro l’editoria e le tivù. Il male può venirci addosso ed è un male grande che riguarda tutti noi».

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