Consultazioni, primo giorno per sciogliere il rebus governo

Redazione
04/04/2018

Quarantott'ore per sciogliere il rebus del governo. Hanno preso ufficialmente il via la mattina del 4 aprile le consultazioni attraverso...

Consultazioni, primo giorno per sciogliere il rebus governo

Quarantott'ore per sciogliere il rebus del governo. Hanno preso ufficialmente il via la mattina del 4 aprile le consultazioni attraverso cui Sergio Mattarella proverà a venire a capo della formazione dell'esecutivo, a un mese dall'esito del voto che non è stato in grado di restituire una maggioranza al Paese. La prima a salire al Colle è stata la neopresidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati. Dopo la numero uno di Palazzo Madama, è stata la volta del numero uno di Montecitorio: alle 11.30 è toccato a Roberto Fico varcare le porte del Quirinale. Da prassi, i presidenti dei due rami del parlamento non hanno rilasciato dichiarazioni all’uscita dal colloquio con il capo dello Stato, per rispetto del proprio ruolo super partes.

BOCCA CUCITA PER NAPOLITANO. Terzo appuntamento della mattinata, alle 12.30, con il presidente emerito Giorgio Napolitano. Anche lui non ha proferito parola, ma chi lo conosce è pronto a scommettere che abbia consigliato a Sergio Mattarella di muoversi in maniera differente rispetto a quanto lui fece nel 2013. Il che, fanno sempre notare ambienti vicini al presidente emerito della Repubblica, non vuol dire non rispettare la sacralità del risultato uscito dalla urne o la volontà popolare.

LA DELEGAZIONE DI FDI AL COLLE PER ULTIMA. Dopo Napolitano, le consultazione al Colle sono riprese alle 16.30 con il gruppo parlamentare delle Autonomie. Quindi, un altro “ritorno”: quello dell’ex presidente del Senato Pietro Grasso, stavolta come coordinatore di Liberi e Uguali, che fa parte della delegazione del gruppo misto di Palazzo Madama guidato da Loredana De Petris. In delegazione anche il socialista Nencini ed Emma Bonino (per +Europa).

GRASSO APRE A UN'INTESA COL M5S. L'ex presidente del Senato ha detto che «a nome dei deputati e dei senatori di Leu ho espresso la disponibilità, con senso di responsabilità, a aprire un dialogo con forze che in via prioritaria abbiano nei programmi temi per noi essenziali», come un piano di investimenti, i diritti dei lavoratori, il rafforzamento del welfare e del Sistema sanitario nazionale, il diritto allo studio e all'ambiente», ha spiegato Grasso escludendo un dialogo con il centrodestra e aprendo a Ms5 se affronta temi che stanno a cuore di LeU.

BONINO: «CHI HA VINTO ADESSO GOVERNI». Sulla linea del centrosinistra anche Emma Bonino: «Chi ha vinto le elezioni adesso si assuma l'onore di governare il Paese magari sfumando, me lo auguro per il Paese, alcune posizioni non sostenibili assunte in campagna elettorale. Noi abbiamo perso le elezioni, la vicenda è chiusa», ha detto al termine delle consultazioni con il presidente della Repubblica.

FDI AL COLLE SENZA CROSETTO. A chiudere la prima giornata, la delegazione di Fratelli d’Italia, capitanata da Giorgia Meloni, che però non verrà accompagnata da Guido Crosetto che ha twittato da quella che sembra essere la sala di un ospedale: «Mi sa che oggi mi toccherà saltare l’appuntamento al Quirinale…».

MELONI: «LAVOREREMO PER DARE UN GOVERNO». «Abbiamo ribadito al Presidente della Repubblica che Fdi farà del suo meglio per dare all'Italia un governo in tempi rapidi. Quasi il 40% degli italiani ha scelto di dare la sua fiducia al centrodestra se si vuole rispettare la volontà popolare non si può che partire da noi e che il compito spetti al centrodestra», sono state le parole della leader di Fdi Giorgia Meloni dopo l'incontro al Quirinale.

«NON SOSTENIAMO UN GOVERNICCHIO». «Fdi è disponibile alla costruzione di una maggioranza con chi vorrà a guida centrodestra. Lo abbiamo detto a Mattarella dicendogli anche che non siamo disposti a sostenere un governicchio che nasca e duri con la scusa della legge elettorale, piuttosto che un altro governo Gentiloni noi preferiamo tornare alle urne», ha aggiunto.

«INCARICO A SALVINI». «Noi non siamo disponibili a parlare di altro che di un governo a trazione centrodestra, a guida centrodestra secondo le regole che ci siamo dati, con l' incarico a Matteo Salini», ha aggiunto Meloni spiegando anche che Fratelli d'Italia «non è neanche disponibile un governo che non tenga compatto il centrodestra. Non accettiamo veti. È normale che chi è arrivato secondo cerchi di dividere chi è arrivato primo, ma confido che non si cada nella trappola». Il 5 aprile però sarà il momento della verità quando saliranno al Colle Pd, Forza Italia, la Lega e il Movimento 5 stelle.


Inizia da

Lontano dal Quirinale, intanto, Luigi Di Maio ha ribadito le sue intenzioni: «Speriamo di poter incontrare il prima possibile i due partiti per capire quali siano le loro proposte, e per capire con chi si possa iniziare a scrivere questo contratto. Poi mettiamolo in pratica. Vogliamo metterci subito al lavoro per far partire la Terza Repubblica che deve essere e sarà la Repubblica dei cittadini».