Consumi über alles

Barbara Ciolli
23/12/2010

Natale tedesco: occupazione record e boom di acquisti.

Consumi über alles

In un’Europa paralizzata dalle tempeste della neve e dell’euro, imperversa la shopping-mania dei tedeschi, ai nastri di partenza per il boom dei consumi annunciato per il 2011. A Berlino nei week-end dell’avvento, neppure ferrovie e strade bloccate dal gelo hanno fermato l’assalto ai centri commerciali. Chi proprio non è riuscito a muoversi da casa ha acquistato via internet, facendo schizzare alle stelle le vendite dei siti online.
UN 2011 DA RICORDARE. E non è solo l’effetto ressa nei negozi che non si vedeva almeno dal 2006 che ha fatto brindare i commercianti all’anno nuovo con due settimane di anticipo, in un febbrile clima di ottimismo. A parlare sono i dati e le stime di autorevoli economisti e centri di ricerca, unanimi sia sull’andamento del mercato negli ultimi mesi, sia sulle previsioni a breve e medio termine: la crisi in Germania è superata, il 2011 sarà un anno di piena ripresa per un Paese che non si sentiva così forte da prima della riunificazione.
L’EXPORT DECOLLA. Non bastasse, i tedeschi non solo non subiranno i contraccolpi dell’euro debole che sta facendo tremare tutti gli altri Stati, Francia inclusa con le tensioni sociali dei recenti scioperi, ma, hanno sostenuto gli analisti, addirittura ne approfitteranno, spingendo al massimo il loro export dei prodotti a basso costo.

Regali natalizi per 77 miliardi di euro

«I negozianti al dettaglio sono soddisfatti come non mai degli incassi di Natale. Città ed esercizi erano pieni, è un trend nazionale. Le nostre casse sono sonanti», ha annunciato euforico il direttore generale della Lega tedesca dei commercianti (Hde) Stefan Genth, azzardando previsioni record: «Alla fine dell’anno, gli introiti dei regali natalizi potrebbero tornare ai livelli di fatturato del 2006, 77 miliardi di euro solo nelle settimane dell’avvento».
CONSUMI PRIVATI +2%. Un giudizio condiviso, sulle pagine del Financial Times Deutschland, dall’economista di Unicredit Alexander Koch che per il 2011 si è addirittura spinto oltre: «La nostra banca conta su un aumento del 2% dei consumi privati. Sarebbe il maggiore tasso di crescita degli ultimi dieci anni, un vero boom».
SHOPPING-MANIA SUL WEB. Secondo i dati di Hde, a volare sono stati soprattutto gli acquisti dei siti di e-commerce (+7% rispetto al 2009), che hanno lanciato offerte dell’ultim’ora e garantito la consegna dei pacchi fino alla sera della vigilia: un’idea azzeccata, visto che i maggiori rivenditori online tedeschi hanno dichiarato di ricavare un quarto (22%) del loro fatturato annuo dalle vendite dei mesi di novembre e dicembre.

I fattori del boom dei consumi

Natale è una festa speciale in Germania, tanto che, in generale, nello stesso periodo i produttori di gioielli e giocattoli arrivano a realizzare il 30% degli incassi dell’anno. A Berlino, la Lega cittadina dei commercianti ha parlato di «massicce vendite» nell’ultima domenica dell’avvento, quando, nei templi del consumo delle gallerie Kaufhof e Kadewe, i tedeschi hanno fatto incetta non solo di giocattoli e articoli di profumeria, ma di «vestiti e accessori di lusso».
AUMENTANO GLI STIPENDI. Un «successo», dettato dal ritorno all’occupazione nell’ultimo semestre e dall’annuncio dell’aumento degli stipendi, nel 2011, per i lavoratori di molte categorie, tra cui il comparto metalmeccanico. Un clima a dir poco incoraggiante, che gli analisti più cauti come Klaus Schrüfer, capo economista del colosso bancario Seb per la Germania, hanno indicato come di «stabilizzazione». Mentre il gruppo più nutrito di analisti di mercato ha gridato al «boom dei consumi» per l’anno prossimo. Con un tasso di disoccupazione del 7,5% ai minimi dal 1992, previsto in discesa fino al 7% nel corso del 2011, e un tasso di crescita  record al 3,6%, il più alto dal 1990, è come se i tedeschi si sentissero di nuovo liberi dal fardello dei costi della riunificazione.
UN BOOM ANNUNCIATO. A spingere per la fiducia nella ripresa fu, nel settembre scorso, l’indicatore sui consumi calcolato dalla società di ricerca Gesellschaft für Konsumforschung (Gfk) che parlò apertamente di «esplosione negli acquisti» dei mesi a venire, e di fatturati che, da giugno ad agosto 2010, superavano già del 2,8% quelli del 2009: «Per ritrovare un andamento così dinamico», azzardò la Gfk, «bisogna tornare al 1995. Questo ci fa ben sperare in un vivace giro d’affari natalizio».

Germania, locomotiva nella crisi dell’euro

I dati di dicembre sul calo dei disoccupati a meno di 3 milioni, l’annuncio delle aziende di nuove assunzioni hanno abbondantemente confermato il pronotisco. Tutto ciò, ha commentato la Welt, «ha fatto crescere la voglia di shopping dei cittadini», che non temono gli scossoni dell’euro perché la loro «economia è solida», basata sull’export verso Cina e India, e non verso Stati più indebitati di Eurolandia come «Irlanda o Grecia, relativamente insignificanti per il nostro mercato».
IL ‘BELLO’ DELLA CRISI. Al contrario, proprio la buona luna dei tedeschi potrebbe trainare l’export dei vicini di casa più in difficoltà: «In Germania», ha commentato Gernot Nerb, analista dell’Ifo Institut di Monaco di Baviera, sul rapporto positivo dell’ultimo quadrimestre stilato dal prestigioso centro di ricerca, «la ripresa si regge su tre gambe salutari. In prospettiva, nel 2011 si profila un ulteriore miglioramento dei consumi. La crisi dell‘euro è un pericolo latente per l’area Ue. Tuttavia, anziché svantaggi, potremmo trarre grande profitti dalla congiuntura».