Il governo Conte bis visto da Hsbc Bank

Secondo l'analisi del gruppo bancario la vera novità è costituita dal rinnovato europeismo. I giallorossi ora devono puntare su crescita e investimenti. Solo così sarà possibile frenare la Lega alle prossime elezioni.

11 Settembre 2019 11.52
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Ottenuta la fiducia alle Camere, il nuovo governo giallorosso appoggiato da Pd, M5s e LeU può partire. L’azione dell’esecutivo si baserà su un programma composto da 26 punti, analizzati da Hsbc Bank. Tra le priorità, ricorda lo studio, il congelamento dell’aumento dell’Iva, che scatterebbe il prossimo gennaio (previsto dal budget di quest’anno per soddisfare i requisiti fiscali dell’Unione europea e del valore di 23 miliardi di euro, pari all’1,3% del Pil); l’aumento delle spese per istruzione e ricerca; la riduzione del cuneo fiscale.

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Nel programma, continua l’analisi di Hsbc Bank, si sottolinea anche la necessità di favorire l’inclusione sociale con misure a sostegno delle famiglie e dei lavoratori (il reddito di cittadinanza, bandiera del M5s e l’introduzione del salario minimo). Il nuovo governo si impegna inoltre ad aumentare gli investimenti in infrastrutture e a favorire lo sviluppo nel Sud Italia.

I ministri del governo Conte bis.

L’AMBIENTE, COLLANTE NEL GOVERNO GIALLOROSSO

Hsbc Bank sottolinea come il principale punto in comune tra Pd e M5s sia la politica ambientale. Nel programma infatti si insiste su un maggiore impegno per combattere i cambiamenti climatici e favorire una «transizione ecologica» della società. Sulla carta, sarà probabilmente rivista anche la politica sull’immigrazione rispetto al precedente esecutivo M5s-Lega. In generale, l’analisi evidenzia una rinnovata coordinazione con l’Europa in cambio di maggiore flessibilità da parte di Bruxelles sui conti.

Giuseppe Conte e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

L’UE E LA LEGGE DI BILANCIO 2020

Un governo più filoeuropeo tra l’altro dovrebbe ridurre le possibilità di uno scontro con Bruxelles sulla legge di Bilancio 2020 e questo ha rassicurato gli investitori. Il rischio di una procedura per disavanzo però resta dietro l’angolo. Bruxelles potrebbe tollerare, al massimo, un disavanzo di circa il 2% del Pil. Secondo le stime, senza aumento dell’Iva, la percentuale dovrebbe aggirarsi intorno al 2,8. Per evitare la procedura, il governo deve trovare almeno 12-13 miliardi di euro per il 2020. Diventa quindi prioritario, evidenzia Hsbc, mettere in atto politiche per la crescita, promuovendo un ambiente più favorevole alle imprese e aumentando la capacità del Paese di attrarre investimenti, punto su cui siamo molto carenti.

m5s di maio rousseau
Il capo politico M5s Luigi Di Maio, ex ministro al Lavoro e allo Sviluppo economico e ora ministro degli Esteri.

INFRASTRUTTURE, LAVORO, IMMIGRAZIONE: LE INCOGNITE DEI GIALLOROSSI

Ma ci sono altre incognite all’orizzonte per i giallorossi. La maggioranza, sottolinea l’analisi, potrebbe rompersi sui dossier relativi alle infrastutture (come la Tav, approvata dal Pd e dalla Lega, o la Gronda a Genova); sulle riforme che riguardano il mercato del lavoro, con i pentastellati orientati ad aumentare le tutele per i lavoratori per smantellare definitivamente il Jobs Act renziano; sull’intervento dello Stato in economia e nel settore bancario. Un altro punto debole potrebbe essere l’immigrazione, visto che il Movimento si era già spaccato al suo interno nel precedente governo.

L’ex ministro agli Interni Matteo Salvini.

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LA PRIORITÀ È LA CRESCITA

Vista la stagnazione economica, e senza politiche volte alla crescita e al sostegno delle imprese (punti deboli anche della precedente legge di Bilancio), il rischio – mette in chiaro Hsbc – è favorire la Lega e il sentimento anti-Ue alle prossime elezioni. Le Regionali per questo rappresentano una importante cartina di tornasole.

Paolo Gentiloni è il nuovo commissario Ue agli Affari economici.

IL RINNOVATO EUROPEISMO

In generale, secondo Hsbc, le politiche del nuovo governo sembrano proseguire quelle del precedente (con la possibile eccezione sul piano dell’immigrazione). Il più grande elemento di discontinuità è proprio il rinnovato impegno nei confronti dell’Europa e della cooperazione con l’Ue, dopo l’approccio «prima gli italiani» di Matteo Salvini. In questo senso sono considerate indicative le nomine filo-Ue di Roberto Gualtieri all’Economia, di Vincenzo Amendola agli Affari europei e la scelta di candidare Paolo Gentiloni alla Commissione Ue.

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