Conte, confermata la squalifica

Redazione
22/08/2012

La Corte di giustizia della Federcalcio ha confermato la squalifica di 10 mesi per l’allenatore della Juventus Antonio Conte nell’ambito...

La Corte di giustizia della Federcalcio ha confermato la squalifica di 10 mesi per l’allenatore della Juventus Antonio Conte nell’ambito della cosiddetta inchiesta sul calcio-scommesse, per una vicenda avvenuta quando era allenatore del Siena. Lo ha reso noto la stessa Federcalcio, diffondendo il testo delle decisioni assunte dalla Corte di giustizia federale a sezioni unite.
CADE UNA CONDANNA, MA SQUALIFICA INVARIATA .I giudici sportivi hanno fatto cadere la condanna per omessa denuncia di Conte relativa alla partita Novara-Siena del primo maggio 2011, ma hanno respinto invece il ricorso per Albinoleffe-Siena del 29 maggio dello stesso anno, lasciando comunque inalterata la squalifica di 10 mesi inflitta al tecnico.
LA PROTESTA DI AGNELLI. Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ha annunciato che Conte farà ricorso al Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport (Tnas) contro la decisione. «Confido che gli organi di giustizia del Coni, cui con urgenza si farà ricorso, sappiano porre rimedio a questa profonda ingiustizia, che tra l’altro ha creato e crea un danno anche alla società, che dovrà fare in questo senso le sue opportune valutazioni e quantificazioni», ha dichiarato Agnelli in una nota. «L’odierna sentenza della Corte di Giustizia Federale conferma i peggiori sospetti sulla vicenda che ha coinvolto Antonio Conte», ha proseguito Agnelli, che ha parlato di una «giustizia sportiva che somiglia sempre di più ad una caccia alle streghe. Oggi la misura è colma: in presenza di una vittoria giuridica lampante si è deciso di uccidere la logica e di applicare in modo arbitrario una sanzione addirittura raddoppiata», ha detto il presidente juventino.
PROSCIOLTI PEPE, BONUCCI E MASIELLO. La Corte della Federcalcio ha anche respinto il ricorso del procuratore federale contro il proscioglimento deciso dalla commissione disciplinare per l’Udinese e per quattro calciatori coinvolti nella partita Udinese-Bari del 9 maggio 2010: si tratta di Nicola Belmonte (che però si vede confermare la squalifica a 6 mesi per un altro incontro), Leonardo Bonucci, Simone Pepe e Salvatore Masiello. Confermato anche il proscioglimento del calciatore del Lecce Giuseppe Vives. I giudici hanno poi confermato la squalifica per 5 anni nei confronti dell’ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro, e per 3 anni del calciatore Stefano Guberti. Bocciato anche il ricorso del Lecce, escluso dalla serie B per il prossimo campionato.