Conte fuori 10 mesi

Gabriele Lippi
22/08/2012

Condanna confermata in Appello. Prosciolti Pepe e Bonucci.

Conte fuori 10 mesi

Niente da fare per Antonio Conte. La procura federale della Figc ha confermato anche in appello la sua squalifica a 10 mesi per i fatti legati alla vicenda calcioscommesse.
La Juventus è dunque costretta a rinunciare al suo allenatore per gran parte della stagione 2012/13.
L’allenatore aveva fatto ricorso contro la decisione presa il 10 agosto dalla procura federale, nella speranza di vedersi togliere, o almeno ridurre, la pesante squalifica.
Lui non ce l’ha fatta, il suo vice Angelo Alessio invece ha ottenuto uno sconto di due mesi, passando daglio otto mesi comminatigli in primo grado ai sei mesi in appello.
ACCUSATO DA CAROBBIO. L’allenatore è stato accusato da Filippo Carobbio, suo ex giocatore a Siena, di essere stato a conoscenza delle combine con il Novara e l’Albinoleffe (la prima derubricata, la seconda fatale per il tecnico), un punto che poteva valere la promozione in serie A per entrambe le squadre.
Secondo quanto riferito da Carobbio, e ritenuto credibile dalla procura, a differenza di quanto sostenuto dalla difesa di Conte, il tecnico ne avrebbe parlato coi giocatori nella riunione tecnica prima della partita, tranquillizzandoli sull’esito dell’incontro.
La linea difensiva, dopo il rifiuto del patteggiamento a cinque mesi proposto dal procuratore federale Stefano Palazzi, e di quello a tre mesi con cui avevano rilanciato i legali di Conte, si era impostata sull’affermazione della totale estraneità dell’allenatore ai fatti contestati.
A nulla è valso l’inserimento, nella squadra di avvocati, di Giulia Bongiorno, deputata di Futuro e libertà e già difensore di Giulio Andreotti nel processo per mafia.
RESPINTI ANCHE I RICORSI DI PALAZZI. La procura federale, il 22 agosto, ha respinto anche i ricorsi presentati da Palazzi contro le assoluzioni dei giocatori della Juventus Simone Pepe e Leonardo Bonucci. Entrambi erano accusati per la combine tra Udinese e Bari, il primo per omessa denuncia, il secondo per illecito sportivo.
Confermato il proscioglimento anche per Marco Di Vaio per i fatti riguardanti Bologna-Bari, mentre a Daniele Portanova è stata confermata la condanna a sei mesi di squalifica per omessa denuncia, nonostante Palazzi avesse richiesto una pena maggiore e nei giorni immediatamente successivi alla sentenza di primo grado fossero sbucati i tabulati della telefonata tra i due.
Respinto anche il ricorso di Pesoli, l’ex giocatore del Siena che si era incatenato per protesta ai cancelli della Figc. Per lui rimane la squalifica in primo grado.
GROSSETO SALVO. Ma a pagare più di tutti è il Lecce, che ha visto confermata la sua esclusione dalla serie B nonostante il proscioglimento del centrocampista Vives. È stato invece accolto il ricorso del Grosseto, che evita dunque la retrocessione d’ufficio.
Ora, a pochi giorni dall’inizio dei campionati, la palla passa ad Abete, che deve decidere dei ripescaggi. A sperare è soprattutto il Vicenza. Il proscioglimento del Grosseto dovrebbe mettere fuori gioco la Nocerina.