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Cosa ha deciso il governo sulla lettera da inviare all'Ue

Cosa ha deciso il governo sulla lettera da inviare all’Ue

Vertice a Palazzo Chigi con Conte, Di Maio, Salvini e Tria sul negoziato per evitare la procedura sul debito. Poi il discorso alla Camera sul prossimo Consiglio europeo. L’agenda di Conte per Bruxelles.

19 Giugno 2019 08.52

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Fa l’europeista, Giuseppe Conte, quando l’azionista di peso del suo governo, Matteo Salvini se la prende con l’Europa, un giorno sì e l’altro pure. Eppure di fronte alla Camera dei deputati, riferendo in vista del Consiglio del 20 e 21 giugno, il premier ha spiegato: «L’Italia intende rispettare le regole europee, senza che ciò impedisca che, come paese fondatore e terza economia del continente, ci facciamo anche portatori di una riflessione incisiva su come adeguare le regole stesse affinché l’Unione sia attrezzata ad affrontare crisi finanziarie sistemiche e globali e assicuri un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita».

IL VERTICE SUL NEGOZIATO A PALAZZO CHIGI

Prima del discorso in parlamento, il premier aveva ospitato a Palazzo Chigi il verticeper definire la linea del governo italiano nella trattativa sulla procedura con l’Unione europea Al tavolo c’erano i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giovanni Tria.

«EVITARE LA PROCEDURA, SENZA RINUNCIARE ALLA NOSTRA LINEA»

La riunione è servita anche a condividere la lettera che Conte invierà a Bruxelles e su cui ha spiegato: «Quanto alla procedura d’infrazione ho avuto modo di affermare anche pubblicamente che siamo tutti determinati a evitarla ma anche che siamo ben convinti della nostra politica economica. Intendiamo mantenere un dialogo costruttivo con l’Ue e questa determinazione la sto rappresentando con chiarezza anche ai vertici europei e ai miei omologhi». A proposito della procedura ma anche sul «completamento dell’Unione economica e monetaria», crediamo che «l’Eurosummit del 21 giugno debba assumere decisioni non divisive», ha dichiarato.

«NOMINE UE, VOGLIAMO PORTAFOGLIO ECONOMICO DI PRIMA LINEA»

Con i deputati ha prima di tutto affrontato il nodo del prossimo Consiglio con gli altri leader Ue. «Le nomine saranno il tema centrale del prossimo consiglio europeo» ed è «di fondamentale importanza che da tale confronto emerga un segnale ai cittadini circa la capacità di tenere conto della domanda di cambiamento dei cittadini», ha detto Conte. «L’Italia auspica per sé, in linea col suo ruolo nella storia, un portafoglio economico di prima linea» nella prossima Commissione europea.

«SI DECIDA CON LOGICA DI PACCHETTO CHE RISPETTI TUTTI GLI EQUILIBRI»

«L’Ue deve riuscire a decidere non solo da chi, ma anche in quale direzione, essere guidata e queste decisioni devono essere equilibrate ed efficaci», con scelte «rapide e consensuali», ha detto il presidente del Consiglio. «Devono essere rispettati», anche alla luce di una maggioranza frammentata al Parlamento europeo, «i criteri di equilibrio geografico, politico, di dimensione degli Stati membri, di genere. Si decida in coerenza con una logica di pacchetto, in modo da avere una logica unitaria di tutti gli equilibri».

«SERVE STRATEGIA NUOVA PER VERTICI EUROPEI»

I nuovi vertici europei «devono essere all’altezza della posta in gioco nei prossimi anni. Soluzioni sono improcrastinabili e devono svilupparsi in una strategia nuova, che veda la crescita non più antitetica alla stabilità e la solidarietà non antitetica alla responsabilità», ha aggiunto il presidente del consiglio. Conte ha anche elencato le priorità del governo in Europa: una «governance europea multilivello sull’immigrazione, basata sulla solidarietà e sull’equa condivisione, una decisa politica europea dei rimpatri e del contrasto al traffico illegale degli esseri umani», interventi sul «pilastro dei diritti sociali per proteggere i disoccupati e realizzare il salario minimo europeo» e il «budget dell’eurozona».

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