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La strategia di Conte che sul bilancio punta ai big Ue

La strategia di Conte che sul bilancio punta ai big Ue

Il premier si rivolge ai tradizionali partner dell’Italia: rispettiamo le regole, ma serve tempo per evitare la procedura. E intanto Di Maio è schiacciato tra Lega e Di Battista. La trattativa politica.

18 Giugno 2019 22.56

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La “mission impossible” di Giuseppe Conte è alle porte. E cioè convincere Bruxelles a evitare o almeno congelare fino alla fine dell’estate la tanto temuta procedura d’infrazione sul debito. Quale strategia ha intenzione di adottare il premier italiano? L’idea è puntare sui “big” dell’Europa, tradizionali partner del nostro Paese, convincendoli della volontà, impersonata dal presidente del Consiglio stesso, di rispettare delle regole discutibili ma pur sempre vigenti. Mettendo da parte gli attacchi gialloverdi (soprattutto dalla sponda leghista).

CORREZIONE AUTOMATICA DEI CONTI

Al Consiglio Ue di giovedì 20 giugno Conte deve valere le sue ragioni. Assicurando che non serve alcuna manovra estiva e che una correzione quasi automatica dei conti sarà messa in campo già nell’assestamento di bilancio. Conte è atteso a Bruxelles sulla scia della lettera politica ultimata nelle ultime ore. Una lettera che rappresenta la summa della posizione italiana: le regole europee sono da aggiornare eliminando il primato della finanza, ma la volontà dell’Italia di restare nell’Europa è fuori discussione.

PRANZO AL QUIRINALE CON MATTARELLA

Il premier è pronto a mostrare la missiva la mattina di mercoledì 19 ai due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e al ministro del Tesoro Giovanni Tria prima dell’informativa alla Camera. E prima, soprattutto, del pranzo a Quirinale dove Sergio Mattarella, la cui attenzione sulla stabilità dei conti è alta e costante, ha fissato incontri con mezzo governo. Non è escluso che il vertice economico si sviluppi in due tempi, con un nuovo incontro dopo l’intervento di Conte alla Camera e prima della salita di premier e ministri al Colle. E il rischio è che rivada in scena il confronto-scontro tra due visioni: quella più prudente di Conte e Tria e quella d’attacco guidata da Salvini.

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Il premier Giuseppe Conte e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

FLAT TAX E SALARIO MINIMO OGGETTO DELLA CONTESA

Sono due i provvedimenti “oggetto” della contesa: flat tax e salario minimo, che vanno un po’ a occupare il ruolo che, nell’autunno del 2018, hanno avuto quota 100 e reddito di cittadinanza. La trattativa in Ue si incrocia con quella per le nomine, i cui tempi si preannunciano più lunghi del previsto. Conte vuole rivendicare un ruolo di primo piano per l’Italia, ma la partita è difficile soprattutto se il governo proporrà a Bruxelles un profilo politico legato alla Lega, che a Strasburgo è opposizione.

DI MAIO IL “MODERATO” STA CON DRAGHI

Dal fronte grillino, il leader del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio punta su misure simbolo come il conflitto di interessi e il salario minimo e prepara una sua proposta della riduzione del cuneo fiscale. Cercando di dare un’immagine più “moderata” ed europeista, rispetto alla Lega, del Movimento. Un esempio: lo schierarsi con il presidente della Banca centrale europea (Bce) Mario Draghi («io sto con lui», ha affermato Stefano Buffagni) nella contesa con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, idolatrato da Salvini nel corso della missione negli Usa.

Il presidente della Bce Mario Draghi.

MA DI BATTISTA CONTINUA L’OFFENSIVA

Ma Di Maio teme che la Lega stacchi la spina prima del 20 luglio, con voto a settembre. E deve fare i conti con Alessandro Di Battista che, dopo aver lanciato il suo libro («È ingiusto definire burocrati i nostri ministri e di opinionisti ce ne sono fin troppi», è stata la reazione piccata da Di Maio alle critiche del “Dibba” nel volume), prepara un’offensiva tivù e sabato è atteso come ospite d’eccezione, intervistato da Davide Casaleggio, al Rousseau-Lab di Catania. Solo critiche per spronare i grillini? Sulla strategia finale dell’ex parlamentare i dubbi, anche nel M5s, rimangono.

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