Come è andata l'assemblea di Confindustria con Boccia, Conte e Mattarella

Come è andata l’assemblea di Confindustria con Boccia, Conte e Mattarella

Il presidente di Confindustria lancia stoccate al governo: «Basta con promesse che non si possono mantenere. Costruiamo un piano triennale da presentare ai partner europei».

22 Maggio 2019 08.45

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Un'assemblea di Confindustria che si preannuncia non indolore per il governo con invitati sia il premier Giuseppe Conte che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oltre al vicepremier e ministro dello Sviluppo Luigi di Maio. Del resto saranno indolori, secondo il presidente degli industriali Vincenzo Boccia, le scelte che il governo dovrà fare dopo le elezioni Europee. «Si prospetta una manovra da almeno 32 miliardi e le scelte non saranno né "semplici o indolori», ha ricordato al governo il presidente di Confindustria.«Se l'Italia volesse rispettare alla lettera le regole europee previste dal patto di stabilità e crescita dovrebbe fare una manovra strutturale per il 2020 da almeno 32 miliardi di euro: una manovra imponente con effetti recessivi», ha spiegato, aggiungendo: «Dobbiamo dirci con franchezza che non ci sono scelte semplici o indolori con la prossima legge di bilancio».

COSA HA DETTO BOCCIA SUL GOVERNO

«IL GIOCO DEL GOVERNO CHE FA L'OPPOSIZIONE NON FA PRESA»

«Per noi il governo è un tutt'uno, questo gioco che il governo fa anche l'opposizione con noi non fa presa», ha detto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia parlando con i giornalisti al termine degli interventi dell'assemblea annuale». «Le scelte del governo sono le scelte del governo», ha aggiunto, «Se si farà la Tav, sarà una scelta del governo che apprezzeremo, se non si farà sarà una scelta del governo che noi criticheremo».

«SERVE PIANO TRIENNALE PER LA RIDUZIONE DEL DEBITO»

«Costruiamo insieme un piano triennale, credibile e ambizioso nello stesso tempo, che ci permetta di trattare con i partner europei un aggiustamento graduale, serio e strutturale, affiancato a misure per sostenere la difficile fase congiunturale», è l'appello del presidente degli industriali. Che ha proposto: «Affrontiamo in modo non ideologico il nodo risorse, mettiamo il debito pubblico su un sentiero discendente e la crescita su un sentiero ascendente«. Insomma per Boccia servono «responsabilità e ragionevolezza: è necessario individuare un mix di interventi che riduca deficit e debito rassicurando i mercati finanziari senza compromettere la crescita». «Il Paese non riparte con lo slancio dovuto, necessario, che è alla nostra portata, che ci meritiamo», ha avvertito. Poi una stoccata al governo: «Per rimetterci a correre sarà utile liberarci dal peso di parole che inducono alla sfiducia, che evocano negatività, che peggiorano il clima». E sottolinea: «Le parole di chi Governa non sono mai neutre, influenzano le decisioni di investitori, imprenditori, famiglie. Le parole che producono sfiducia sono contro l'interesse nazionale».

«BASTA CON PROMESSE CHE NON SI POSSONO MANTENERE»

«Occorre smettere di dividersi su promesse che non si possono mantenere e concentrarci tutti sulle cose da fare, che sono tante e impegnative», ha detto Boccia che chiede alla politica di avere «visione e coraggio» e di «riappropriarsi del suo primato, restituire sogno e visione, darsi grandi obiettivi e risorse per raggiungerli, valutando gli effetti delle decisioni e correggendo la rotta se necessario». Questo «senza stancarsi di ricercare le soluzioni migliori perchè è di queste che i cittadini hanno bisogno».

COSA HA DETTO IL PREMIER CONTE

«BOCCIA HA RAGIONE, NOI EUROPEISTI E PROTAGONISTI IN UE»

«Presidente Boccia raccolgo il suo invito, non mi è sfuggito, affinché l'Italia sia più protagonista sullo scenario europeo che sta cambiando e che si profila una sfida innovatrice», ha detto il premier Giuseppe Conte nel suo intervento all'assemblea annuale di Confindustria,
aggiungendo poi: «Noi siamo europeisti, siamo consapevoli di vivere in sistema integrato ma non acritico nè superficiale».

«LE POLITICHE DEL RIGORE HANNO FATTO DISASTRI»

Il significato di queste parole Conte lo ha spiegato subito dopo: «Occorre invertire con urgenza gli indirizzi della governance europea che ha sostenuto politiche del rigore, con effetti devastanti sul piano sociale». Per Conte serve una revisione «delle forme e degli istituti che hanno caratterizzato negli ultimi 30 anni il progetto dell'integrazione. Serve una conversione». Il premier ha anche difeso le politiche del governo: «Nel nostro Def abbiamo stimato una crescita prudenziale dello 0,2% ma siamo ferocemente determinati a superare questo livello», ha detto Conte. «Siamo fiduciosi che i provvedimenti consentiranno alla nostra economia di poter crescere è siamo convinti che possiamo farcela».

COSA HA DETTO IL VICEPREMIER DI MAIO

DI MAIO POMPIERE: RIGORE A FIANCO DI CRESCITA

Sul palco dell'assemblea è salito anche il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio che ha lanciato un messaggio di netta apertura: «La nostra sfida più grande risiede nella contaminazione delle idee, nel dialogo costante e a volte nel compromesso, perché la realtà ci insegna ogni giorno in modo chiaro e semplice che senza confronto e dialogo questo Paese non lo possiamo governare», ha detto il vicepremier. Il leader grillino ha affrontato anche il nodo conti pubblici: «Rigore e crescita devono continuare a essere compatibili ribaltando la scala gerarchica» che attualmente ne regola il rapporto «la riduzione del debito pubblico deve avvenire attraverso gli investimenti e non attraverso tagli lineari».

«VOGLIAMO COMMISSARIO UE A INDUSTRIA O MERCATO INTERNO»

Lavoreremo per dare all'Italia una carica di Commissario Ue in settori come industria, imprenditoria, commercio, mercato interno, perché l'Italia deve riappropriarsi di un ruolo che ci consenta di orientare la politica industriale europea". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio all'assemblea di Confindustria. Di Maio ha anche lanciato l'idea di incentivi per le imprese virtuose dal punto di vista legale: «La cultura della legalità per me è centrale, in ogni suo aspetto e gradazione per il rilancio del Paese. Per le imprese virtuose, in vista della prossima legge di bilancio, lavoreremo all'introduzione di meccanismi premianti, iter autorizzativi semplificati, minori oneri burocratici. È una questione di equità: non c'è ingiustizia peggiore che fare parti uguali per meriti diversi».

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