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Ue, Conte parla del negoziato per evitare la procedura di infrazione

Ue, Conte parla del negoziato per evitare la procedura di infrazione

Il premier si dice fiducioso: «Abbiamo un atteggiamento costruttivo. I numeri reali li abbiamo noi». E smentisce nuovi venti di crisi nel governo.

21 Giugno 2019 14.44

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A tarda notte, Giuseppe Conte all’uscita dal Consiglio Ue – che si era chiuso con la fumata nera sul successore di Jean-Claude Juncker alla guida della Commissione – lo aveva detto: la trattativa per evitare una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia sarà «difficile», anche perché a condurre il negoziato per Bruxelles è la commissione uscente. Verso la quale il presidente del Consiglio aveva usato toni duri, accusando l’Ue di atteggiamento punitivo nei confronti del nostro Paese.

«NEGOZIATO CONFINDENZIALE E RISERVATO»

Il giorno dopo, Conte torna a ribadire il concetto: «L’obiettivo è di condurre in porto il negoziato» che non può che avvenire «in termini confidenziali e riservati. Siamo il governo del cambiamento e io cerco di comunicare ma quando c’è un negoziato non posso che rimanere riservato altrimenti si rischiano di pregiudicare gli interessi nazionali». Il ragionamento è che non si possono mettere in campo pubblicamente le misure. «A me interessa che ci sia un approccio costruttivo da parte di tutte le parti che siedono attorno al tavolo», ha sottolineato il premier, «e siccome io rappresento l’Italia, coadiuvato dal ministro Giovanni Tria, sono certo di avere un approccio costruttivo. L’interesse dell’Italia è l’interesse dell’Europa».

«I NUMERI REALI SUI CONTI LI ABBIAMO NOI»

Una cosa però per Conte l’ha messa in chiaro: «Non mi presento a Bruxelles con il cappello in mano, l’Italia non ha nulla di cui farsi scusare. La lettera non è un espediente per sottrarsi all’applicazione delle regole, non oscura né vuole eliminare il binario tecnico dove si sta svolgendo il negoziato. La lettera ha un altro significato: veramente siamo tutti europeisti? Se lo siamo dobbiamo rinforzare l’edificio europeo se non lo vogliamo far deperire sedetevi con noi e ragioniamo come migliorarlo». Ricordando anche che sui conti «i numeri reali o quantomeno una proiezione molto più rispondente alla realtà perché aggiornati a giugno ce li abbiamo noi».

CONTE RISPONDE A SALVINI SU FLAT TAX E RIFORMA FISCALE

Il premier alla stampa ha anche ricordato di essere «il più ambizioso di tutti» sulla flat tax. «Non mi accontento di abbassare un’ aliquota, io voglio realizzare un patto fiscale tra fisco e italiani». Insomma: «Paghiamo meno ma paghiamo tutti». Rispetto a Matteo Salvini, quindi, «il mio pensiero è forse più avanzato». Ha poi smentito nuovi venti di crisi all’interno del governo gialloverde dopo le parole del vicepremier leghista che al Corriere della Sera aveva posto un nuovo aut aut: «All’Italia serve una riforma fiscale coraggiosa. E quindi, il mio dovere è farla. Se non me la dovessero far fare, io saluto e me ne vado». «Le sorti del governo non dipendono da un’intervista o da un articolo», ha risposto Conte, «c’è un clima di fiducia, non c’è nessun segnale che si torni indietro, stiamo andando avanti, dobbiamo valutare le proposte concrete, l’obiettivo è tradurle in pratica».

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