Da avvocato degli italiani a capopopolo: la metamorfosi di Conte

Redazione
11/04/2020

Il 9 marzo il premier citava Winston Churchill, vestendo i panni dello statista super partes. Ora, forte dei sondaggi, usa la sua posizione per attaccare frontalmente Salvini e Meloni. Trasformando la conferenza stampa in un comizio.

Da avvocato degli italiani a capopopolo: la metamorfosi di Conte

Era il 9 marzo quando Giuseppe Conte, dopo aver firmato il dpcm Italia protetta, indossava i panni dello statista e in una intervista a Repubblica citava nientemeno che Winston Churchill: «È la nostra ora più buia, ma ce la faremo».

È passato un mese, ma in Italia non si è ancora fatto giorno. E il coronavirus ci costringe alla proroga del lockdown fino al 3 maggio. Poi, si vedrà.

Ma il Giuseppe Conte che ha parlato alla nazione venerdì sera non era più quello dell’inizio della pandemia. Dimesso il sigaro churchilliano, con una allure più populista ha usato lo spazio non solo per presentare la “sua” task force per la Fase 2, ma anche per attaccare frontalmente Matteo Salvini e Giorgia Meloni colpevoli di diffondere bufale e fake news sul Mes.

CONTE CORRE NEI SONDAGGI

Del resto, giorno dopo giorno, dpcm dopo dpcm, conferenza stampa dopo conferenza stampa, l’avvocato del popolo ha guadagnato consensi. Secondo un sondaggio realizzato dall’Istituto Ixè per Cartabianca, l’8 aprile il gradimento del presidente del Consiglio è arrivato al 57%: 15 punti in più dall’inizio della quarantena e 17 dall’inizio dell’epidemia. Mentre il suo governo veleggia sul 54%. Dietro di lui, Meloni con il 38% e Salvini al 33%. Forse ha pensato di usare il vantaggio per sferrare il colpo.

SALVINI CHIAMA MATTARELLA

Durissime le reazioni a caldo dei due interessati. Tanto che sabato mattina, fanno sapere fonti della Lega, Salvini ha chiamato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella come aveva annunciato venerdì sera dopo la conferenza stampa del premier.

MELONI: «FACILE FARE IL BULLO CON LA TIVÙ DI STATO»

Anche Meloni su Facebook era partita all’attacco. «È facile per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte fare il bullo con la televisione di Stato», aveva detto nel corso di una diretta sul social, «però mi chiedo anche se sia normale in una democrazia come la nostra, mi chiedo se sia normale che il presidente del Consiglio Conte convochi una conferenza stampa per fingere di dover raccontare dei nuovi provvedimenti presi dal governo e poi di fatto la utilizzi per parlare male dell’opposizione, e per accusarla di menzogne, ovviamente senza possibilità di replica e senza contradditorio». E, aveva aggiunto la leader di Fratelli d’Italia, «mi aspetto di avere la possibilità attraverso la Rai di parlare allo stesso numero di cittadini, nella stessa fascia oraria, per spiegare il mio punto di vista. E mi chiedo cosa ne pensi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Perché va bene essere vicini alla Cina ma qui siamo un po’ più vicini alla Corea del Nord».

ROSATO (IV): «ATTACCO FRANCAMENTE INUTILE»

L’atteggiamento di Conte, però, è stato stigmatizzato anche da Italia viva, dunque dalla maggioranza. «L’opposizione non sta facendo quello che dovrebbe fare in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo», ha commentato il coordinatore Ettore Rosato, «ma questo non giustifica le parole e il modo utilizzato dal presidente Conte in un attacco francamente inutile. A noi in questo momento compete lavorare per costruire l’unità del Paese non fomentare litigi inutili».

IL CENTRODESTRA CHIEDE LA CONVOCAZIONE DELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI

E non è finita qui. Perché sabato il centrodestra – con una nota firmata dai capigruppo in commissione di Vigilanza Rai Daniela Santanché (FdI), Giorgio Mulè (Fi) e Paolo Tiramani (Lega) – hanno chiesto al presidente Alberto Barachini di «convocare oggi stesso la commissione per discutere delle gravi dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte». Sotto accusa, si legge, «l’attacco frontale senza precedenti nella storia repubblicana del presidente del Consiglio nei confronti dei leader delle opposizioni Matteo Salvini e Giorgia Meloni, che ha trasformato la conferenza stampa in vero e proprio comizio politico». Il tutto «sulla principale rete del servizio pubblico, in orario di massimo ascolto, dove peraltro l’Italia intera si aspettava di ricevere comunicazioni sui provvedimenti inerenti al Covid-19»