I motivi dietro lo scontro crescente tra Conte e Savini

Nervi tesi per tutto il giorno tra il premier e il suo vice. Al capo del governo non va giù il vertice con le parti sociali. E spinge il leader leghista a riferire sul Russiagate. Nessun colloquio per sciogliere la tensione.

15 Luglio 2019 19.15
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Nervi a fior di pelle tra il premier Giuseppe Conte e un sempre più ingombrante vice Matteo Salvini. La giornata del 15 luglio è scivolata via tra molteplici fronti di scontro all’interno della maggioranza, causa di un’irritazione crescente da parte del presidente del Consiglio.

CONTE IRRITATO DAL VERTICE CON LE PARTI SOCIALI

Conte non ha digerito l’inusuale incontro tra il ministro dell’Interno e le parti sociali, con Salvini che di fatto ha scavalcato pure Luigi Di Maio in un colloquio improntato alla definizione della prossima manovra estiva. Al premier non è andata giù nemmeno la presenza al tavolo dell’ex sottosegretario indagato Armando Siri. «Se si tratta di un vertice di partito, va bene», ha detto Conte. «Se è un vertice di governo, la presenza di Siri non va bene».

IL PREMIER APRE ALL’IPOTESI CHE SALVINI VADA IN PARLAMENTO

Ma è stato il Russiagate all’italiana ad alimentare la tensione col leader leghista, con Conte per nulla disponibile a far da scudo al suo vice nelLa scottante vicenda dei presunti fondi neri versati al Carroccio per la quale è stato interrogato in giornata Gianluca Savoini. «Perché no?», ha risposo ai cronisti che gli credevano se ritenesse doveroso per Salvini riferire alle Camere sulla vicenda dei rubli alla Lega.«Noi crediamo nella trasparenza nei confronti dei cittadini in ogni sede, in tutte le occasioni, in primis in parlamento, le sedi giuste per onorare questa linea guida».

TRA I DUE NEMMENO UN COLLOQUIO IN TUTTA LA GIORNATA

«È chiaro che i tempi della manovra li detta il presidente del Consiglio verso il quale abbiamo piena fiducia», ha provato a gettare acqua sul fuoco Salvini, «ma prima si fa e meglio è». Resta il fatto che tra i due pare non sia andato in scena alcun colloquio chiarificatore nel corso della giornata e che gli unici messaggi che i due si sono scambiati siano stati reciprocamente inviati a mezzo stampa.

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