Conte strappa in Aula il testo del salario minimo presentato dal governo

Enrico Filotico
06/12/2023

Le opposizioni hanno ritirato le firme dal disegno di legge dopo essere stato depotenziato in commissione Lavoro. Il leader del Movimento 5 stelle: «Fate carta straccia del salario minimo legale».

Conte strappa in Aula il testo del salario minimo presentato dal governo

Martedì 5 dicembre è stato il giorno dello scontro in Aula sul salario minimo. I vertici delle opposizioni dove aver visto il loro emendamento al disegno di legge essere bocciato, hanno deciso di ritirare le loro firme dalla proposta originaria. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 stelle, ha strappato il testo del salario rivista dal governo e poi ha puntato il dito verso i banchi della maggioranza accusandoli di fare «carta straccia del salario minimo legale». E ancora: «Questa battaglia è stata rallentata, ma la vinceremo perché il Paese è con noi». Gli ha fatto eco la segretaria nazionale del Partito democratico Elly Schlein: «Potevate avere un sussulto di dignità e invece niente. Siete rimasti a capo chino. Siete d’accordo sullo sfruttamento dei lavoratori». Anche il leader di Sinistra italiana Nicola Fratoianni è intervenuto: «Avete dato uno schiaffo al parlamento». Riccardo Magi di +Europa ha spiegato che con la proposta della maggioranza «non solo si bypassa il parlamento, non solo si strumentalizza il Cnel quarta istituzione dello Stato, ma salta anche il confronto con le parti sociali». Infine Luigi Marattin di Italia viva si è iscritto al dibattito, nonostante il suo partito non fosse tra i sostenitori del salario minimo: «Calpestati i diritti delle opposizioni».

Conte strappa in aula il testo del salario minimo presentato dal Governo
I vertici delle opposizioni durante il congresso della Cgil (Imagoeconomica).

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Cancellata la proposta originale, bocciato anche l’emendamento dalle opposizioni: respinto da 149 voti contro 111

Le opposizioni unite hanno attaccato il governo, reo di aver depotenziato la proposta di introdurre una soglia retributiva sotto cui non si può scendere. Quella arrivata in aula è stata una proposta annacquata, complice il “filtro” della commissione Lavoro. Durante la riunione sul tema del salario minimo era stata infatti presentato un emendamento soppressivo della proposta originaria, trasformando una legge che sarebbe dovuta essere epocale in una delega al governo in materia di retribuzione dei lavoratori e di contrattazione collettiva. Un affronto a cui i vertici della maggioranza hanno risposto con un emendamento per ripristinare la paga minima di 9 euro lordi l’ora, respinto con 149 voti contro 111.