Continua il reality della politica smutandata

Mario Sechi
28/01/2011

Sui quotidiani del 28 gennaio: le nuove carte di Ruby e Fini.

Continua il reality della politica smutandata

«Il Giappone declassato» (Sole 24Ore). «Pressure increase on Mubarak» (Financial Times).
Bene, cari amici di Lettera43.it,  questi sono due titoli che conducono dritti a quel che accade nel mondo fuori dal Palazzo, ma non illudetevi, la stampa italiana sta ballando il bunga bunga.
Colpa dei giornali? No, semplicemente il reality che si proietta sui grandi e piccoli schermi italiani è questo: dibattito scosciato e istituzione scollacciata, il resto è noia.
Ecco allora la falange di Repubblica rivelare al popolo in apertura: «Ruby, nelle carte i ricatti a Berlusconi» (titolo tanto stretto in tipo da sembrare strizzato, effetto push-up). C’è chi sceglie un approccio burocratico-formale alla questione smutandata e fa come Il Messaggero questo titoletto da fascicoletto di procurino: «Caso Ruby, rinviati gli atti ai pm».
La decisione della Giunta per le autorizzazioni della Camera viene chiosata meglio dal Corrierone (della Sera) con un più chiaro ed efficace «Caso Ruby, primo no ai pm».
TITOLAZIONI NOTARILI. Restiamo comunque nell’ambito della titolazione notarile, impeccabile (forse) dal punto di vista formale, ma priva di pathos, anima, pulsazioni, vita.  Per vedere qualche titolo vero bisogna alla fine tornare ai giornali conservatori – o di destra, se volete – che con un reloaded del linguaggio longanesiano alla fine hanno innovato – con Repubblica dall’altra parte dello schieramento culturale – più di tutti il modo di presentare al lettore le notizie.
Ecco il risultato: «Cribbio, un’altra minorenne» (Libero) e «Fini vergognati (e vattene)» (Giornale). Il mio titolo? Il Tempo è uscito dal forno del direttore con un «Più procura per tutti».  Ah, vedo già accigliarsi i volti di quelli che citano i giornali anglosassoni senza leggerli. E, dunque, chissenefrega e andiamo oltre.
In ogni senso, perché gli amici de il Manifesto ne inventano una geniale che come sempre è di Vauro: vignetta strepitosa, Berlusconi intento a fare il graffitaro, spennella sul muro un «viva la f….», ma alle sue spalle incombe un operaio che completa così la frase storica del nostro tempo «FIOM!». 
LA NIPOTE DI LULA. «Si cambia argomento», dice il quotidiano comunista, che sarà pur vero per loro, ma in realtà tutti gli altri vanno a ruota del Ruby-gate. I cuginetti fondati da Gramsci, quelli dell’Unità, scodellano l’altra minorenne (quella di Libero) e ci ricamano un diplomatico «La nipote di Lula». Che è l’unico accenno per richiamare sulla stampa italiana il titolo del Financial Times.  
C’è altro? Per i lettori attenti di Lettera43.it c’è molto altro. Per esempio il bombastico dibattito aperto dai tafazzisti del Pd (e non solo) sulla patrimoniale. Occhio allora a MF che titola «Scoppia la patrimonialite» e (ricitazione obbligata per la qualità del pezzo) al Marlowe che su Il Tempo dipinge i retroscena della voglia matta di tassazione.
Nessun segnale di vita (patrimoniale) sul Sole riottesco. Imperdibile sul Foglio l’intervista del Cav sulla faccenda della supertassa. Così Silvio per una volta – sia ringraziato San Giuliano Ferrara – esce dal palchetto del bunga bunga di Arcore per parlare di politica.
Non illudetevi, è lo stesso Elefantino a riportare il dibattito nella galassia giusta, nel pianeta degli autoreggenti della politica. Titolo di coda della mia rassegna: «Mutandine di chiffon». Ah, i feticisti dei giornali.

Mario Sechi è direttore del quotidiano Il Tempo