Coi controlli dell'Inps gli statali si ammalano meno

Coi controlli dell’Inps gli statali si ammalano meno

20 Novembre 2018 17.52
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Sarà il potere taumaturgico dei controlli dell'Inps ma a un anno dall'entrata in vigore del Polo unico sulle visite fiscali, che assegna da settembre 2017 all'Istituto di previdenza la competenza esclusiva sulle visite di controllo, i dipendenti statali hanno chiesto 7,3% in meno giorni di malattia. E in particolare si è ridotto il gap tra quelli chiesti in media dai lavoratori pubblici e quelli privati, aumentati invece del +4,9%. Un effetto deterrenza da possibile visita fiscale reso ancora più marcato se si considera il calo delle visite di controllo rispetto al trimestre precedente (83 mila contro le 102 mila del periodo giugno agosto).

CALANO I GIORNI CHIESTI DAI DIPENDENTI PUBBLICI, AUMETANO QUELLI DEI PRIVATI

Tra luglio e settembre i travet (2,8 milioni a fronte di 10,9 milioni di privati assicurati gestiti dal Polo Unico) hanno avuto 4,4 milioni di giorni di malattia (-7,3%) con 702.280 certificati (-3,1%) mentre i lavoratori privati registrano un aumento sia dei giorni di malattia (16,6 milioni, +4,9%) che dei certificati (quasi 2,5 milioni, +6,8%). In pratica quindi per i lavoratori pubblici sono diminuiti i certificati ma soprattutto i giorni medi per certificato. In termini relativi, la percentuale dei lavoratori con almeno un giorno di malattia sul totale dei lavoratori rimane stabile nel settore privato al 13%, mentre nel settore pubblico, la percentuale scende dal 15% del 2017 al 14% del 2018. I lavoratori con almeno un giorno di malattia aumentano nel settore privato (+5,4%) e diminuiscono nel pubblico (-5,5%). Si riduce la distanza sulle giornate di malattia medie per pubblici e privati (1,6 tra i travet, 1,5 per i privati).

NEL PUBBLICO PIÙ POSSIBILITÀ DI CONTROLLI

Nel settore pubblico con il Polo unico la probabilità di essere controllati in caso di malattia è più alta rispetto a quello privato: nel terzo trimestre 2018 con il Polo unico sono state effettuate 129 mila visite mediche di controllo a lavoratori privati e 84 mila a quelli pubblici ma se si considera che i pubblici sono poco più del 20% del totale dei lavoratori interessati al Polo unico, in termini relativi le visite sono state pari a 119 ogni mille certificati per il settore pubblico rispetto alle 52 del settore privato. A settembre 2017, mese nel quale è entrato in funzione il Polo unico, erano state effettuate 30 visite di controllo ogni 1.000 certificati nel settore pubblico, percentuale che si è fortemente incrementata nei mesi successivi. Il tasso di idoneità ogni 100 visite è del 28,1% nel pubblico e del 17,9% nel privati tassi in calo rispetto al 2017 (37,2% e 29,9% rispettivamente), un dato legato secondo l'Inps anche alla sospensione dell'utilizzo del modello statistico di Data Mining che aveva consentito di concentrare le visite mediche di controllo d'ufficio sui casi in cui era più ragionevole ipotizzare che il certificato medico del lavoratore riportasse una prognosi non coerente con lo stato di salute.

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