Contrordine compagni: Angelino Alfano di quid ne ha sin troppo

Paolo Madron
09/08/2017

L’attuale titolare della Farnesina fa un lavoro socialmente utile: tiene in piedi governi, puntella coalizioni e istituzioni, guida una squadra di pronto intervento politico sempre pronta ad agire. Neanche Craxi era riuscito a far valere così bene il suo essere ago della bilancia.

Contrordine compagni: Angelino Alfano di quid ne ha sin troppo

Altro che mancanza di quid. Persino Silvio Berlusconi, che in lui lo ha vanamente cercato, dovrà ricredersi. Angelino Alfano possiede un quid grosso come una casa. Basta guardare come felicemente galleggia tra le correnti che lo vorrebbero affondare, come domina la scena forte del suo pugnetto di voti che tengono sapientemente in piedi maggioranze, regioni e governi in un cangiante gioco di geometrie variabili.

ANGELINO SI COALIZZA CON TUTTI. Col centrodestra in Lombardia, col centrosinistra in Sicilia, con Forza Italia prima e poi col Pd a livello nazionale, ma non fosse stato per la rivolta dei colonnelli di fronte al suo pendolarismo avrebbe potuto anche essere di nuovo amore col Cav. Il quale, com’è noto, è il più incline di tutti al perdono tanto nessuno mai sarebbe in grado di rubargli la scena.

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Alfano non solo ha il quid, ma è un genio perché neanche Bettino Craxi all’epoca era riuscito a far valere così bene il suo essere ago della bilancia. Non teme l’incoerenza (sono solo gli stupidi che non cambiano mai idea, non importa se lui lo fa troppo spesso), non teme la vocazione alla transumanza dei suoi accoliti perennemente in cerca di nuovi pascoli, non ha paura di passare per l’alterno portatore d’acqua delle forze in campo perché i suoi alleati della sua acqua hanno bisogno.

UN PRONTO INTERVENTO DELLA POLITICA. Anzi, a voler spingere il paradosso, l’attuale titolare della Farnesina fa un lavoro socialmente utile: tiene in piedi governi che altrimenti si affloscerebbero al primo voto in Senato, puntella coalizioni e istituzioni, guida una squadra di pronto intervento sempre pronta ad agire in cambio di una considerazione più generosa di quella che da manuale Cencelli le spetterebbe.

Ad Alfano è concesso tutto: stare in Forza Italia, uscire da Forza Italia, stare col Pd, dire che col Pd non c’è più storia, cambiare nome al partito per fare ammuina e confondere le carte, autonominarsi garante dell’ideologia centrista

Insomma, basta con le facili ironie, basta con le prese in giro del suo inglese da “noio vulevon savuar”, basta con chi sostiene che la sua fronte spaziosa celi una sconfortante vacuità. Alfano è un gigante della politica italiana, e come tale gli è concesso tutto: stare in Forza Italia, uscire da Forza Italia, stare col Pd, dire che col Pd non c’è più storia, cambiare nome al partito per fare ammuina e confondere le carte, autonominarsi garante dell’ideologia centrista quando si sa che il centro non esiste, se mai esiste il c’entro.

LA SUA SERENA CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE NECESSARIO. Alfano non è un uomo, ma una categoria dello spirito in tempi di pensiero politico debolissimo, potremo dire inesistente. È uno che in ogni occasione mostra la serena consapevolezza di chi si sente necessario. Alfano non soffre, e nemmeno s’offre. Come ha detto con parole definitive nel vivo della campagna elettorale siciliana: «Il tema non è con chi andiamo noi, ma chi viene con noi». Sipario, e applausi scroscianti.