Convergenze parallele

Silvia Zingaropoli
28/01/2011

Binetti: la diversità è un valore, tra di noi libertà e rispetto.

Silvio Berlusconi si deve dimettere, Gianfranco Fini non può permettersi scheletri nell’armadio e i giornalisti devono mettere da parte il turpiloquio imperante. È questa la ricetta salva-Italia di Paola Binetti. La paladina dell’integralismo cattolico, la dama dal cilicio del Parlamento, la donna capace di far tremare le vene e i polsi con le sue prese di posizioni ultracattoliche (l’ultima, in ordine di tempo, quella sul suicidio di Mario Monicelli: «non facciamone uno spot pro eutanasia» disse infischiandosene di tutti i canoni del politicamente corretto) esce oggi allo scoperto e detta le sue condizioni ai colleghi del Terzo Polo: «questa unione reggerà solo se al suo interno ci sarà libertà di coscienza totale». Primo banco di prova per testare la tenuta del nuovo triumvirato Fini-Casini-Rutelli, il 21 febbraio 2011, giorno in cui, spiega la senatrice Udc, approderà in Aula la legge sul testamento biologico. Solo allora sapremo se i centristi sono davvero pronti a tutto.
Domanda. Dal caso Ruby a quello di Montecarlo, ormai è guerra al massacro.
Risposta. È un’ondata di fango che, giorno dopo giorno, travolge tutti. Un talk-show involgarito oltre ogni limite. Come potremo ora chiedere ai nostri bambini di non dire le parolacce quando i giornali ci trasferiscono un turpiloquio che supera tutti i parametri di una normale e buona educazione?
D. Sbaglia chi lo usa, il turpiloquio, o chi lo racconta?
R. Non parlo dei contenuti o della loro gravità. Ma non è accettabile che l’attenzione pubblica sia polarizzata esclusivamente su di essi. Tutti abbiamo capito che il problema c’è ed è grave, ma una soluzione esiste. Credo che il Presidente del consiglio debba lasciare la politica per avere la possibilità di difendersi, magari dimostrando che è tutta una montatura… ma così come stanno le cose è un’escalation, la sua posizione si complica sempre di più.
D. Nel Pdl Osvaldo Napoli dice che con la storia di Montecarlo «Fini è diventato una zavorra per il Terzo Polo». C’è imbarazzo tra le vostre fila?
R. Mi aspetto che Fini dimostri la sua totale estraneità ai fatti. Che poi questi fatti siano peggiori degli altri, beh su questo ci sarebbe molto da dire…
D. Anche il Presidente della Camera dovrebbe fare un passo indietro, per potersi difendere?
R. Il problema è che quando sei un personaggio pubblico non puoi permetterti il lusso di mentire o di bluffare. E più sei importante, più devi essere trasparente. Non puoi permetterti nessuno scheletro nell’armadio, anche se lo scheletro è di qualcuno che ti è vicino. Oggi l’esemplarità è l’unica forma di sopravvivenza.
D. Quindi Fini dovrebbe dimettersi…
R. Guardi, mi pare che il presidente della Camera abbia già dimostrato la sua estraneità. Ma se non convince del tutto, allora fornisca quegli elementi aggiuntivi per fugare ogni dubbio.
D. Alcuni esponenti della Chiesa cattolica mostrano perplessità di fronte all’idillio con il “laico” Fini.
R. Il primo banco di prova sarà lunedì 21 febbraio 2011, quando in Aula arriverà la legge sulla dichiarazione anticipata di trattamento (il cosiddetto testamento biologico, ndr).
D. Qualcuno si dovrà adeguare all’altro?
R. Non va nemmeno posto il problema. Le anime sono molto diverse, è vero, ma l’importante è riuscire a conservare libertà di coscienza totale e rispetto reciproco.
D. Sulla mancata sfiducia al ministro Bondi, molto hanno pesato le assenze del Terzo Polo.
R. Le assenze del Terzo Polo erano tutte ampiamente giustificate.
D. Il 28 gennaio 2011 c’è la prima uscita ufficiale del Terzo Polo, a Todi. Che cosa farete perché questa unione sopravviva?
R. Non bisogna annullare le diversità dell’altro, come è accaduto tra An e Forza Italia. Si deve cogliere le diversità come un valore aggiunto.