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Le cose da sapere sulla conversione in legge dello sblocca cantieri

Le cose da sapere sulla conversione in legge dello sblocca cantieri

Il provvedimento riparte dall’intesa tra Lega e M5s sulla sospensione di alcune parti del codice appalti. Commissione Bilancio ancora al lavoro, ma il testo dovrebbe approdare al Senato il 5 giugno.

04 Giugno 2019 18.00

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La situazione intorno alla conversione del decreto sblocca cantieri potrebbe essere arrivata a un punto di svolta. Nel corso del 4 giugno una telefonata tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini ha dato il via a una schiarita tra alleati di governo dopo l’ultimatum del premier Conte. Il banco di prova di questa ritrovata intesa dovrebbe essere proprio quello del dl fermo al Senato.

PROVVEDIMENTO FORSE IN AULA IL 5 GIUGNO

L’approdo del documento in Aula è slittato alle 9.30 del 5 giugno, come evidenziato dalla presidente del Senato Elisabetta Casellati: «Attese le richieste della maggioranza e dell’opposizione nel corso della giornata convocherò la capigruppo in relazione anche all’andamento dei lavori della commissione Bilancio. Farò sapere quindi l’orario migliore. La seduta è quindi rinviata a domani mattina alle 9.30 con il medesimo ordine del giorno tranne il fatto che sia modificato nella capigruppo».

I LAVORI IN COMMISSIONE

La situazione si è sbloccata anche grazie all’intesa sulla parte che riguarda gli appalti, come confermato da una nota congiunta dei capigruppo dei due partiti al Senato, Romeo e Patuanelli che hanno fatto sapere che i due partiti di governo proporranno all’Aula «un emendamento che prevede la sospensione di alcuni punti rilevanti del codice degli appalti per due anni, in attesa di una nuova definizione delle regole per liberare da inutile burocrazia le imprese». Non solo. I due capigruppo hanno anche spiegato che «sarà garantito il rispetto delle norme e del lavoro già fatto nelle commissioni parlamentari. Saranno anche garantite le soglie già in vigore per i subappalti e salvaguardati gli obblighi di sicurezza per le imprese. Abbiamo svolto un normale lavoro parlamentare che porteremo come maggioranza in commissione e poi in Aula al Senato». «La soglia per il subappalto resta al 40%», ha poi confermato in tarda serata Patuanelli, al termine dei lavori della conferenza dei capigruppo. C’è invece, ha aggiunto, la «sospensione fino al 2020 dell’albo dei commissari dell’Anac», «dell’obbligo per i Comuni non capoluogo di rivolgersi alla stazione unica appaltante» e «la terza sospensione riguarda l’appalto integrato».

RESTA L’IMPASSE AL SENATO

Non è però tutto oro quello che luccica. Malgrado l’accordo ratificato dai due capigruppo di maggioranza, il testo che riformula l’emendamento sul codice degli appalti, fortemente voluto dalla Lega, non è stato ancora reso noto. La commissione Bilancio del Senato, che sta esaminando l’intero provvedimento ‘sblocca cantieri’, si è riaggiornata alle 19 del 4 giugno. Il viceministro dell’economia Massimo Garavaglia, intervenendo in commissione, ha detto che l’emendamento della Lega «verrà parzialmente modificato dai subemendamenti». Lasciando i lavori della Commissione, lo stesso Garavaglia ha evitato di rispondere alle domande dei giornalisti: «Aspettate di vedere il testo», s’è limitato a dire.

COSA POTREBBE CAMBIARE PER I COMUNI

Secondo fonti del Movimento, al centro dell’accordo vi sarebbe la sospensione di alcuni punti del Codice grazie alla quale i Comuni capoluogo possono fare stazione appaltante a se. Tuttavia, punto nevralgico caro ai Cinque Stelle, verrebbero salvate le soglie sotto le quali si può assegnare un subappalto. Infine, dovrebbe salire la soglia di valore dei progetti per cui serve il parere del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici.

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