Cop28, Paesi ancora distanti sulla bozza di accordo

Ginevra Abeti
05/12/2023

Il ministro dell'Energia dell'Arabia Saudita, Abdulaziz bin Salman, ha detto che non intendono accettare alcuna intesa sulla riduzione delle fonti fossili, aggiungendo che «nessuno dei governi ci crede realmente».

Cop28, Paesi ancora distanti sulla bozza di accordo

Alla Cop28 l’accordo sulle fonti fossili sembra essere ancora lontano. Arrivati al quinto giorno della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Dubai, la nuova bozza di accordo sul Global Stocktake –  il bilancio dei risultati e delle nuove azioni da mettere in atto rispetto agli obiettivi dell’Accordo di Parigi –  trova ancora le posizioni molto distanti dei 197 Paesi presenti al summit.

Il tema della riduzione o eliminazione delle fonti fossili è il più spinoso del summit

La Cop28 si concluderà martedì 12 dicembre, ma già mercoledì 6 ci dovrebbe essere un nuovo testo sul Global Stocktake. Il tema dei combustibili fossili, la loro riduzione o eliminazione graduale, è il terreno più spinoso della Conferenza. L’ultima versione di un potenziale accordo prevedeva tre opzioni di diversa entità: un’eliminazione graduale «ordinata e giusta», «un’accelerazione degli sforzi verso l’eliminazione graduale dei combustibili fossili non abbattuti» e la terza opzione non citerebbe affatto l’eliminazione graduale dei combustibili fossili. L’Arabia Saudita, che è il più grande esportatore di petrolio al mondo, ha detto chiaramente che non intende ridurre gradualmente le fonti fossili, tanto meno eliminarle in modo graduale. Lo ha affermato il ministro dell’Energia Abdulaziz bin Salman, aggiungendo che «nessuno dei governi ci crede realmente».

106 Paesi spingono per l’eliminazione dei combustibili fossili

Nella bozza del testo è presente la richiesta di 106 Paesi che vogliono l’eliminazione dei combustibili fossili, mentre 120 sostengono la triplicazione delle energie rinnovabili. Sono molti i Paesi in via di sviluppo che vogliono di più, sottolineando il principio delle responsabilità comuni ma differenziate. Questi stanno facendo emergere le difficoltà fiscali legate dovute a debiti nazionali, spesso insostenibili, e richiedono maggiori finanziamenti per la transizione energetica, oltre che per finanziare il meccanismo di adattamento e di risarcimento delle perdite e dei danni.