Cop28, l’obiettivo di mantenere +1,5 gradi possibile solo tagliando fonti fossili entro il 2030

Ginevra Abeti
05/12/2023

Secondo il report di Civil Society Equity Review i Paesi ricchi devono eliminare l'estrazione di gas, petrolio e carbone entro la fine del decennio. Per i Paesi più poveri il target è al 2050.

Cop28, l’obiettivo di mantenere +1,5 gradi possibile solo tagliando fonti fossili entro il 2030

Per poter raggiungere l’obiettivo di mantenere l’aumento medio della temperatura globale entro 1,5 gradi centigradi, i Paesi ricchi le cui economie sono meno dipendenti dall’estrazione di fonti fossili come Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Germania e Canada, devono cominciare da subito a eliminare gradualmente l’estrazione di combustibili fossili, da raggiungere entro il 2031. È la linea guida che emerge dal rapporto Equitable phaseout of fossil fuel extraction: Towards a reference framework for a fair and rapid global phaseout, della Civil Society Equity Review.

L’estrazione di fonti fossili dovrà cessare in tutto il mondo entro il 2050

Secondo quanto rileva il rapporto, i Paesi più poveri che dipendono fortemente dai ricavi e dai posti di lavoro legati ai combustibili fossili hanno invece tempo fino al 2050, anno entro il quale l’estrazione di carbone, petrolio e gas dovrà cessare in tutto il mondo. Queste scadenze, spiega il rapporto, sono più vicine rispetto a quanto governi stanno pianificando. «Il rigore non deriva da vincoli di equità, ma dal budget di carbonio rimanente estremamente limitato e coerente con l’obiettivo di 1,5 gradi centigradi». Molti Paesi saranno in grado di eliminare gradualmente l’estrazione di fossili “solo se riceveranno un sostegno internazionale” (stima prudenziale è centinaia di miliardi di dollari all’anno) e quindi «i Paesi ricchi devono fornire questi finanziamenti per il clima e il sostegno internazionale alla transizione nei Paesi più poveri e dipendenti».

Alla Cop28 atteso l’accordo sulle fonti fossili

Il rapporto sulle fonti fossili tocca uno degli aspetti cruciali della Cop28, mentre sono in corsi i colloqui sul clima delle Nazioni Unite a Dubai e crescono le aspettative sull’impegno dei governi a includere «una forte menzione sulla eliminazione graduale gestita di carbone, petrolio e gas nei testi formali» della Conferenza delle parti. L’accordo sulla riduzione o l’eliminazione dei combustibili fossi, al quinti giorno del summit, trova ancora le posizioni molto distanti dei 197 Paesi presenti. L’Arabia Saudita, il maggiore esportare di petrolio al mondo, ha fatto sapere che non accetterà alcun accordo sulla riduzioni di questa tipologia di fonti.