Cop28, l’Opec è contro l’addio ai fossili. Polemiche dai Paesi Ue

Ginevra Abeti
09/12/2023

Il cartello del petrolio ha inviato una lettera agli Stati membri chiedendo di respingere qualsiasi accordo di eliminazione graduale dei combustili. I ministri dell'Ambiente di Francia, Italia e Spagna ribadiscono la necessità della decarbonizzazione.

Cop28, l’Opec è contro l’addio ai fossili. Polemiche dai Paesi Ue

Alla Cop28 di Dubai permangono le divisioni sul trovare una formula di accordo sulla riduzione e l’eliminazione dei combustibili fossili. Nell’ultima bozza dell’8 dicembre si fa riferimento al “phase-out“, cioè l’eliminazione di carbone, petrolio e gas, ma non è chiaro se verrà aggiunto un orizzonte temporale e se l’eliminazione verrà concordata solo a patto di limitarla alle infrastrutture “unabated”, che sfruttano fonti fossili ma sono prive di sistemi di cattura della CO2 emessa. Nel frattempo, i Paesi del Golfo dell’Opec rimangono fermi sulla loro contrarietà a qualsiasi accordo di eliminazione graduale delle fonti fossili.

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Il ministro Pichetto Fratin: «Quello dell’Opec puro interesse di parte»

Il Guardian ha pubblicato una lettera del capo dell’Opec, Haitham Al Ghais, con la quale ha esortato i membri del cartello petrolifero a respingere qualsiasi accordo ai negoziati sul clima che prevedesse l’eliminazione graduale dei combustibili fossili. Un veto che ha visto la ferma reazione dagli ambientalisti e di altri Paesi. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha definito la lettera «una mossa di puro interesse di parte» e ha ribadito che «la Cop deve dare un percorso che è quello della decarbonizzazione, che significa superare la fase carbone e successivamente la fase petrolio». La ministra francese dell’Energia, Agnes Pannier-Runacher, ha dichiarato di essere «sbalordita» mentre la ministra spagnola per la Transizione ecologica, Teresa Ribera, ha definito l’operazione «disgustosa».

Secondo il gruppo Lingo le emissioni dei Paesi del Golfo causeranno 43 milioni di morti 

Nel frattempo, i Paesi vulnerabili stanno puntando a un accordo ambizioso che porti all’abbandono di carbone, petrolio e gas che secondo la scienza sono all’origine delle emissioni di gas serra prodotte dall’attività umana, e che sono quindi responsabili del riscaldamento globale. Secondo i ricercatori della rete ambientalista Lingo (Leave it in the ground), le emissioni prodotte dai principali progetti di estrazione di petrolio e gas nei paesi membri dell’Opec del Golfo causeranno più di 43 milioni di morti premature nella regione entro la fine del secolo.