Corea del Nord, allarme di Seul su un imminente nuovo lancio

Redazione
04/09/2017

Nel giorno in cui il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunisce per valutare le contromisure da adottare per...

Corea del Nord, allarme di Seul su un imminente nuovo lancio

Nel giorno in cui il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunisce per valutare le contromisure da adottare per fronteggiare la minaccia nordcoreana, all'indomani del test della bomba all'idrogeno che ha scatenato un duplice terremoto, da Pyongyang giungono nuovi segnali poco rassicuranti. La Corea del Sud ha infatti registrato «segnali» relativi alla preparazione del lancio di un nuovo missile balistico, a brevissima distanza del sesto test nucleare ordinatao da Kim Jong-un. Secondo l'agenzia sudcoreana Yonhap, potrebbe trattarsi di un missile intercontinentale (Icbm).

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Solo poche ore prima, le forze armate sudcoreane avevano condotto un'esercitazione simulando un attacco contro un sito nucleare nordcoreano, con l'utilizzo di caccia F15 e di un missile balistico. Nell'esercitazione era stato utilizzato il missile Hyunmoo-2A e missili a lungo raggio aria-terra che, secondo il comunicato dello stato maggiore interarmi, «hanno tutti accuratamente raggiunto i loro obiettivi». Gli obiettivi simulati erano stati individuati nel mar del Giappone alla stessa distanza del sito per i test nucleari nordcoreano di Punggye-ri.

Il Consiglio di sicurezza dell'Onu si è riunito nel pomeriggio su richiesta di Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Francia, Corea del Sud. L'irritazione degli Stati Uniti è esplosa con le parole dell'ambasciatore Nikki Haley, che al laconico «quando è troppo e troppo» ha aggiunto la richiesta di «misure il più forti possibile» contro Pyongayang. Anche i leader del G7 hanno condannato il nuovo test nucleare condotto dalla Corea del Nord.

AGIRE SULLA VALUTA ESTERA DI PYONGYANG. Il presidente sudcoreano Moon Jae-in, in un colloquio telefonico avuto in serata con il presidente russo Vladimir Putin, ha affermato che è tempo che l'Onu «consideri seriamente i modi di bloccare le fonti di valuta estera di Pyongyang, incluso lo stop alle forniture di petrolio e all'export di forza lavoro». Su un altro versante, quello cinese, l'ambasciatore all'Onu Liu Jieyi ha chiesto alla Corea del Nord di «smettere di intraprendere azioni sbagliate», auspicando «misure pratiche» per risolvere pacificamente la crisi in Asia Orientale.

Ma Seul si prepara al peggio e ha rafforzato il deterrente militare, grazie all'accordo con gli Stati Uniti sulla rimozione del limite di carico alle testate per i suoi missili. L'intesa è maturata nel corso di una telefonata tra Moon e Trump: in base a un accordo già rivisto tra i due alleati nel 2012, la Corea del Sud poteva finora sviluppare missili con un raggio fino a 800 km e potenza di carico fino a 500 kg. Ufficializzato anche l'arrivo di altre quattro batterie antimissile americane Thaad nella base di Seongju.

SCENARIO DA INCUBO. Lo scenario da incubo resta la simulazione del Chosun Ilbo, quotidiano di Seul: una detonazione atomica simile a quella del test di domenica scorsa nel centro della capitale potrebbe annientarla, devastando un'area grande due volte e mezza quella di Hiroshima con una popolazione di 10 milioni di abitanti.

TELEFONATA MERKEL-TRUMP. Anche per questo la cancelliera tedesca Angela Merkel ha deciso di parlare al telefono con Donald Trump, affermando la necessità di aumentare la pressione internazionale sulla Corea del Nord e di ratificare velocemente nuove e più forti sanzioni a livello Onu. Merkel ha ribadito che l'obiettivo resta «una soluzione pacifica» e che la Germania «si impegnerà in Europa affinché vi siano sanzioni Ue» contro il regime di Kim Jong-un. Da parte sua, Trump ha ripetuto che «tutte le opzioni» per affrontare la minaccia della Corea del Nord sono sul tavolo.