Corea del Nord, Pyongyang definisce Seul «Stato ostile numero uno» e minaccia la guerra

Redazione
17/01/2024

Kim Jong-un ha chiesto una modifica alla Costituzione per sancire il confine nel Mar Giallo, ponendo fine all’impegno del regime di unificare la penisola coreana. Inoltre avverte che invaderà il Sud «se anche solo 0,001 mm del territorio saranno violati». E alcuni analisti temono non sia «l'ennesima spacconata» del dittatore.

Corea del Nord, Pyongyang definisce Seul «Stato ostile numero uno» e minaccia la guerra

Il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, ha chiesto una modifica alla Costituzione per definire la Corea del Sud come «lo Stato ostile numero uno», ponendo fine all’impegno del regime di unificare la penisola coreana. La Corea del Nord ha sancito così il proprio confine nel Mar Giallo, minacciando di invadere il Sud se «anche solo 0,001 mm» del territorio del Nord saranno vìolati. L’autorevole quotidiano di Hong Kong, South China Morning Post, insieme ad altri analisti americani, temono che quella del dittatore nordcoreano non sia «l’ennesima spacconata» ma che si tratti di una «rottura quasi irreparabile» delle relazioni con Seul con il rischio di una guerra nucleare.

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La Corea del Sud: «In caso di provocazione risponderemo molte volte più forte»

In effetti, le modifiche costituzionali volute da Kim Jong-un – che arrivano in un momento definito da alcuni esperti americani come «il peggiore dalla guerra di Corea» – segnano una chiara rottura con le politiche del nonno, Kim Il-sung, il quale definì il Sud come un oggetto di riconciliazione e riunificazione pacifica secondo la politica di «una nazione, uno Stato con due sistemi». Ma a preoccupare gli esperti sono anche la rottura della Corea del Nord con Washington nel 2019, e il simultaneo avvicinamento con la Russia e la Cina. Gli analisti del think thank 38th North sostengono che Kim Jong-un abbia «deciso di entrare in guerra». Nel frattempo, a Seul il presidente Yoon Suk Yeol ha ‘rassicurato’ che se il Nord dovesse effettuare una provocazione, la Corea del Sud reagirà con una risposta «molte volte più forte», ricordando le «schiaccianti capacità di risposta» delle sue Forze armate.