La Corea del Nord avrebbe demolito l’Arco della Riunificazione

Redazione
23/01/2024

Il monumento costruito, a Pyongyang nel 2001, simboleggia la speranza della penisola unita. Kim Jong-un ne ha ordinato la rimozione dopo aver definito Seul il «principale nemico» con l'obiettivo di abbandonare la politica di rappacificazione con il Sud.

La Corea del Nord avrebbe demolito l’Arco della Riunificazione

La Corea del Nord avrebbe demolito l’iconico Arco della Riunificazione, il monumento costruito a Pyongyang nel 2001 che simboleggia la speranza della Corea Unita e onora il piano di Kim Il-sung di arrivare alla confederazione tra Stati a tutela dei rispettivi sistemi istituzionali e politici. Lo scrive Nk News, il sito basato a Seul e specializzato sulla copertura dello Stato eremita, in base ad immagini satellitari non ad altissima definizione che non fugano tutti i dubbi.

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Kim Jong-un ha ordinato la rimozione del monumento a metà gennaio

L’attuale leader Kim Jong-un, nipote del fondatore Kim Il-sung, aveva ordinato la rimozione una settimana fa del monumento per eliminare ogni legami con la Corea del Sud, ora definita «il principale nemico» di Pyongyang dopo una modifica costituzionale voluta da Kim. La mossa sarebbe un segnale forte del leader supremo sia sul fronte interno sia all’indirizzo di Seul in merito alla decisione di abbandonare la politica di unificazione pacifica con il Sud. Il monumento alle Tre Carte per la riunificazione nazionale sembra scomparsa in un’immagine a media risoluzione di Planet Labs scattata il 23 gennaio, anche se non è chiaro esattamente quando o come sia stato rimosso. In un’immagine scattata il 19 gennaio l’Arco era ben nitido, mentre potrebbe essere già stato rimosso il 22 gennaio.

La Corea del Nord avrebbe demolito l'Arco della Riunificazione
Alcuni turisti scattano una foto vicino all’Arco della Riunificazione (Getty Images).

Il monumento rappresenta «i coreani come una nazione omogenea»

Kim, parlando il 15 gennaio all’Assemblea suprema del popolo, ha definito il monumento un «pugno nell’occhio» e ne ha ordinato la «completa rimozione per eliminare del tutto concetti come ‘riunificazione’, ‘riconciliazione’ e ‘connazionali’. dalla storia nazionale della nostra Repubblica». L’Arco, alto circa 30 metri e largo 61,5 metri, era stato costruito su Thongil Street a sudest di Pyongyang, lungo l’autostrada che collega la capitale a Kaesong, il distretto congiunto sul confine intercoreano ma in un enclave del Nord. Completato nel 2001, raffigurava due donne, una del Nord e una del Sud, con in mano una raffigurazione dell’intera penisola coreana allo scopo di «evidenziare che i coreani sono una nazione omogenea con un territorio, lo stesso sangue e una lingua fin dai tempi antichi, e che tutti i connazionali dovrebbero impegnarsi nella lotta per la riunificazione nazionale, fedeli alle tre carte».