Anche Dombrovskis è scettico sui corona bond

Redazione
03/04/2020

Per il vice presidente della Commissione europea, il bilancio pluriennale dell'Ue sarà «il nostro piano Marshall». E l'Olanda propone un fondo sanitario d'emergenza.

Anche Dombrovskis è scettico sui corona bond

Il vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, si mostra scettico sull’eventuale emissione di titoli comuni europei di debito per fronteggiare gli effetti economici della pandemia di coronavirus.

BRUXELLES PUNTA SUL BILANCIO PLURIENNALE DELL’UNIONE

«Stiamo esplorando tutte le opzioni», ha detto infatti Dombrovskis, «i corona bond hanno molti titoli sui giornali e c’è una controversia politica, ma ci sono molte opzioni in preparazione. Il bilancio pluriennale Ue sarà il nostro piano Marshall, come ha detto la presidente Ursula von der Leyen, e deve essere ambizioso. Con fondi in anticipo e una forte componente sugli investimenti».

GERMANIA E OLANDA SI OPPONGONO A DEBITI COMUNI

I principali oppositori dei corona bond, chiesti da Italia, Spagna e Francia, sono Germania e Olanda. E il ministro delle Finanze olandese, Woepke Hoekstra, ha ribadito le sue perplessità in un’intervista al quotidiano spagnolo El Mundo: «Non crediamo che gli eurobond siano la risposta giusta» alla crisi, «ma il nostro è un messaggio di solidarietà e a favore di una maggiore spesa pubblica». Per l’Olanda, titoli di debito comuni «aumenterebbero i rischi a lungo termine per l’Eurozona».

LA PROPOSTA DI UN FONDO SANITARIO D’EMERGENZA

Da qui la proposta di un fondo sanitario d’emergenza, che non funzionerebbe come un prestito bensì come una donazione: «È vitale che sia chiaro che non si tratta di un prestito da rimborsare in seguito. Sarebbe moralmente sbagliato per me. Sono soldi nuovi e reali che mettiamo a disposizione», ha concluso Hoekstra.

I FALCHI TEDESCHI NON CEDONO

Anche Lars Feld, numero uno del Consiglio dei saggi dell’economia tedesca, organo consultivo del governo composto da cinque esperti, si è espresso contro i corona bond. «In Europa dobbiamo evitare di assumere responsabilità comune sui debiti», aggiungendo che i corona bond richiesti da Italia, Francia e Spagna «per me sono uno strumento di un vecchio repertorio».