Boris Johnson è positivo al coronavirus

Redazione
27/03/2020

Il premier britannico ha sintomi lievi e si trova in isolamento. Contagiato anche il ministro della Sanità. Allarme per Londra: presto gli ospedali saranno sommersi di malati.

Boris Johnson è positivo al coronavirus

Il premier britannico Boris Johnson è positivo al coronavirus. Ha sintomi lievi e si è rivolto alla nazione con un video: «Mi sto auto-isolando, ma continuerò a guidare il lavoro del governo in videoconferenza mentre combattiamo questo virus. Insieme lo batteremo».

Anche il ministro della Sanità, Matt Hancock, ha confermato di essere a sua volta positivo al test con «sintomi lievi» e si è posto in auto-isolamento.

Nel Regno Unito i casi accertati finora sono 11.658, con 578 morti. Chris Hopson, chief executive dell’Nhs Providers, a nome dei vertici del sistema sanitario britannico ha dichiarato che gli ospedali di Londra dovranno affrontare uno «tsunami» di malati di Covid-19. Alcune strutture, molto probabilmente, saranno sature nel giro di pochi giorni.

LA “TEORIA” DELL’IMMUNITÀ DI GREGGE E POI LA MARCIA INDIETRO

Johnson è accusato da più parti di non aver agito in tempo con provvedimenti di distanziamento sociale, chiusura delle scuole e delle attività produttive. Lo stesso premier, salvo correre successivamente ai ripari, aveva sostenuto la “teoria” secondo cui il 60% dei britannici avrebbe dovuto contrarre il virus per sviluppare la cosiddetta immunità di gregge, che normalmente però deriva dalle vaccinazioni di massa.

UNA PIOGGIA DI CRITICHE

Posizione criticata da molti esperti di salute pubblica anche italiani, secondo i quali trattandosi di un agente patogeno nuovo non ci sono garanzie sul fatto che l’immuità possa durare nel tempo. Per non parlare poi delle implicazioni etiche, visto che con questo approccio le autorità scelgono consapevolemente di sacrificare una parte della popolazione (quella più debole) per non paralizzare l’economia.

LE STIME DELL’UNIVERSITÀ DI OXFORD

Secondo uno studio dell’Università di Oxford, basato su dati britannici incrociati con quelli italiani e pubblicato sul Financial Times pochi giorni fa, «il 50% dei britannici e dei residenti nel Regno Unito potrebbe aver già contratto e/o superato il coronavirus». Vale a dire 30 milioni di persone.